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90% farmacie ha aderito allo sciopero, tranne Parma

26 gennaio 2017, 20:57

90% farmacie ha aderito allo sciopero, tranne Parma

E’ stata una «adesione altissima, 90% la media regionale, quella che ha visto le farmacie private dell’Emilia-Romagna serrate nella mattina di oggi in segno di protesta contro l’aumento della distribuzione diretta dei farmaci nelle farmacie ospedaliere». E’ quanto si legge in una nota della Federfarma regionale secondo cui le uniche eccezioni riguardano «la provincia di Parma e uno sparuto gruppo di farmacie, circa 30, che aderiscono ad altro sindacato, che pure hanno dichiarato di condividere le ragioni dello sciopero».
Alla luce dell’agitazione, osserva il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Domenico Dal Re, «siamo molto soddisfatti dell’altissima adesione, che ha visto la categoria compatta nel difendere un diritto costituzionale del cittadino e il ruolo stesso della farmacia. Ci rammarica avere creato un disagio ai cittadini, ma siamo certi che lo sciopero fosse ormai necessario anche per accendere l’attenzione della collettività sul mancato riconoscimento di un diritto fondamentale: avere accesso ai farmaci con semplicità e senza oneri aggiuntivi per la collettività».
A giudizio del numero uno della Federfarma regionale, «la nostra è una battaglia di principio, difendiamo il ruolo della farmacia come parte integrante del Sistema Sanitario Nazionale. Non è mai stata e mai sarà una questione economica, ma una battaglia sociale per riportare i farmaci vicini ai cittadini».
Secondo Dal Re, ancora, «siamo la regione che ha visto nascere il modello di Farmacia orientata a contenere i costi e migliorare i servizi ai cittadini, siamo stati un esempio per il Paese. Non è certo questo il tempo di invertire la rotta e guardare ai territori in cui la distribuzione diretta è anche più alta che qui. E’ tempo di tornare "modello": per questo - conclude nella nota - siamo pronti ad aprire qualunque tavolo che abbia come presupposto il rispetto dei cittadini, tanto più quelli nelle fasce più deboli della popolazione».