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Tutti pazzi per i pick-up. Cosa scegliere

Mai così tante novità, c'è pure la Fiat. E per l'omologazione forse la svolta è vicina...

di Lorenzo Centenari -

31 gennaio 2017, 18:32

Tutti pazzi per i pick-up. Cosa scegliere

Dall’inglese «to pick-up»: raccogliere, ritirare. Nel gergo dei grandi seduttori, tuttavia, «pick-up» significa «rimorchiare». Donne, non bancali. Chissà, forse il nuovo Casanova batterà le vie della moda al volante di un pick-up. Ma come può un mezzo da lavoro - perché così fu concepito esattamente un secolo fa sull’altra sponda dell’Atlantico - conquistarsi lo status di oggetto dei desideri? Eppure, negli Stati Uniti, già negli anni Novanta l’85% di chi ne possedeva uno confessava di non averlo mai impiegato a scopi professionali.

EFFETTO COWBOY
Design sempre più accattivante, capacità di traino di oltre 3 tonnellate, trazione posteriore o integrale, a cabina doppia o singola. L’impressione per i passeggeri di viaggiare in una botte di ferro. E poi, diciamolo, il pick-up fa molto «cowboy». Da tempo, i «truck» (come vengono chiamati negli Usa) popolano numerosissimi le praterie nordamericane: la «top 3» mensile delle auto più vendute recita sistematicamente Ford F-Series, Chevrolet Silverado, Dodge Ram. Gli States, ma non solo: questi «bestioni» a metà strada tra un Suv e un furgone hanno poco a poco stregato anche Paesi come Brasile, Sudafrica e Thailandia.

L'ANOMALIA ITALIANA
E in Italia? La diffusione sin qui è stata «strozzata» dal Codice, per il quale qualsiasi pick-up è omologabile esclusivamente come autocarro. Su pressione dei Costruttori, ma anche della comunità degli automobilisti, qualcosa si sta ad ogni modo muovendo. E non è una coincidenza se tra inverno e primavera il mercato ha registrato un’offensiva di prodotto (categoria «middle size») senza precedenti.

QUALE SCEGLIERE
Introducendo il Fullback, alterego in salsa tricolore del Mitsubishi L200, Fiat Professional ha innanzitutto attirato l’attenzione del pubblico di massa. Il Fullback (da 27.500 euro) è un pick-up in piena regola, ma con il comfort e la versatilità di impiego di uno sport utility. L’impressione è che nell’arco di pochi mesi, sulle strade di campagna - ma anche entro le mura delle città - ne circoleranno parecchi. Proprio il partner Mitsubishi ha di recente presentato a sua volta la quinta generazione del suo inossidabile «cassonato» leggero. Noto in alcune zone del mondo come Triton, l’ultima edizione dell’L200 parte da 27.650 euro.
Benché la patria dei pick-up siano gli Stati Uniti, con i pionieri di Ford che a misura di Europa hanno da poco riprogettato il loro Ranger (best seller continentale), l’offerta più completa arriva proprio dal Giappone. Rispetto alla media, il nuovo Nissan Navara sconta forse qualche punto base in termini di morbidezza di utilizzo. Tuttavia lo stile è ora più moderno e le qualità in off-road sono state perfezionate. E poi c’è il prezzo d’attacco: 19.600 euro più Iva.


L’Hilux di Toyota (19.300 euro) è invece appena giunto alla sua ottava generazione: abitacolo come un «ufficio» mobile e soluzioni tecniche all’avanguardia. Ma se parliamo di rapporto qualità/prezzo, nessuno batte l’Isuzu D-Max, modello costruito in joint venture con General Motors che in Italia si vende a partire da 15.900 euro Iva esclusa.
La «speranza» europea si chiama Amarok ed è il pick-up che Volkswagen ha messo a punto negli anni sulle mulattiere della massacrante Dakar. Il sigillo di garanzia del Gruppo tedesco ne fa un veicolo affidabile ed equipaggiato di ogni tecnologia. Da 29.000 euro. Si getta infine nella mischia anche Renault: la futura Alaskan avrà linee accattivanti e un grado di connettività da far invidia alla Espace. Altro che mezzi da lavoro.