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polemica

Pizzarotti e gli ex contro i vertici M5S: "Si accorgono di Parma ora?"

08 febbraio 2017, 21:11

Non solo Roma. A complicare il momento per  il Movimento 5 Stelle sono le "frecciate" politiche che arrivano dallo stesso sindaco Pizzarotti, via facebook. Parallelamente un affondo di tutto il gruppo consiliare di Effetto Parma, i "fuorisusciti" dai pentastellati di casa nostra. Al centro degli attacchi la guerra per il simbolo (leggi) e l'arrivo di un commissario regionale. 

Il sindaco: "I vertici del Movimento si accorgono che Parma fa parte dell'Italia"

Dopo quattro anni di menefreghismo e sprezzanti offese verso Parma e i parmigiani, in odore di elezioni i vertici del Movimento 5 Stelle si accorgono che #Parma fa parte dell’Italia. Ovvero si accorgono dei parmigiani solo quando la Casaleggio Associati li considera voti da spremere, e nomina un suo commissario, venuto da Bologna, per comandare e mettere il cappello sulla città.
Se ci fosse da scegliere chi buttare nel fosso tra Parma e la Casaleggio Associati, i consiglieri Nuzzo e Savani non avrebbero esitazioni: butterebbero nel fosso Parma.
Io ho fatto una scelta diversa ma libera, mettendo al centro la mia città, i miei concittadini e la fascia tricolore. E ho pagato il prezzo che tutti sapete. Ma lo farei altre mille volte.
Allora lo dico chiaro: Parma - con le sue istituzioni - è una città di persone libere che nella storia non si è fatta mettere il cappello da nessuno.
Le istituzioni di Parma non piegano la testa firmando contratti privati in cui viene ordinato cosa si deve o non si deve fare, come avvenuto nella Capitale d’Italia. Le istituzioni di Parma, sono istituzioni libere.
Parma è una città che si ama sempre, e che è costantemente nei pensieri dei parmigiani. Al contrario i vertici del Movimento prima la ignorano, poi se ne approfittano una volta accortisi che ci sono voti da spremere. Troppo facile.

Effetto Parma: "Il M5S si ricorda di Parma solo ora? No ai commissari da Bologna”


Parma è tornata oggetto di attenzione da parte dei vertici del Movimento 5 Stelle. Peccato succeda solo adesso, in odor di campagna elettorale, e non quando per mesi e mesi gli amministratori eletti chiedevano un dialogo.
Ma con l’avvicinarsi delle elezioni i voti di una città dimenticata fanno gola. Alla faccia del cambiamento.
Anzi, il cambiamento c’è stato, ma dentro il Movimento. Uno vale uno? Macché! Oggi vengono spediti gli “yes men” del capo, rappresentanti di chi ha abbandonato questa città per seguire logiche da vecchio partito lontane dai valori che hanno dato vita al nostro gruppo. Valori ai quali siamo voluti rimanere fedeli.
Siamo certi che i parmigiani sapranno cogliere la differenza tra chi ha messo al primo posto l’interesse di Parma, la responsabilità di amministrarla concretamente, e chi invece oggi arriva da Bologna e Reggio con i propri commissari per rastrellare elettori comodi al M5S per le sue mire nazionali. Che faccia tosta dopo aver per lungo tempo voltato le spalle e ignorato Parma.
Noi abbiamo scelto di essere uomini liberi nelle istituzioni. Abbiamo fatto una scelta civica rifiutando a testa alta di firmare accordi con una società privata a scapito della nostra città.
La cerchia al comando del Movimento ha avuto quattro anni e mezzo per interessarsi di Parma, farlo solo adesso dimostra che il vero obiettivo non è certo il bene della città.

Ricci: "Sul sito su sito assenti gli epurati come in Corea Nord"

"Di Maio potrebbe spiegare come mai sul sito dedicato ai Comuni ed ai sindaci a Cinque stelle siano assenti i tanti epurati? Non una traccia di Parma, Gela, Quarto.
Un po' come nelle photo-opportunity di Kim Jong-Un, con Di Maio e Grillo la possibilità di essere cancellati è elevatissima. La Raggi invece c'è, ma chissà ancora per quanto». Così Matteo Ricci, responsabile Enti Locali del Partito Democratico. 

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