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Cultura

Simone Verde, nuovo direttore della Pilotta: "Cercherò di riallacciare i legami di Parma con le ex capitali e l'Europa"

09 febbraio 2017, 17:02

Simone Verde, nuovo direttore della Pilotta:

Come direttore del complesso della Pilotta cercherà di rafforzare i rapporti fra Parma, le altre ex capitali italiane e i grandi centri europei. Una rete di rapporti che, d'altronde, la città ha avuto nei secoli, da capitale del Ducato. Anche l'Europa di oggi, caso unico nella Storia, si presenta come un'entità priva di una cultura propria e non interviene in campo culturale. Simone Verde lo ha detto in un'intervista su RaiNews24. 
Designato nuovo direttore del complesso della Pilotta, Simone Verde, 42 anni, vive fra Parigi e gli Emirati Arabi. Storico dell'arte e scrittore, arriva dal Louvre di Abu Dhabi. Verde è stato intervistato oggi da RaiNews24. Verde si dice contento del nuovo incarico e sottolinea che Parma, nella Storia, è stata una città importante a livello europeo: «Ha allacciato rapporti dinastici con la Spagna, l'Austria, la Francia, che ne hanno fatto un centro - se vogliamo dirlo in maniera un po' brutale - di una sorta di prefigurazione della globalizzazione che viviamo oggi. In questo impegno tenterò in qualche modo di riallacciare questi fili perché l'Italia delle capitali - non delle province ma delle capitali quale è ed è sempre stata - torni in qualche modo alla sua vocazione originaria». 

Simone Verde è un «cervello in fuga», la Francia ad esempio gli ha offerto delle opportunità che prima non aveva avuto, nota il giornalista di RaiNews24. Verde si dice comunque «felicissimo di rientrare» perché «l'Italia è e resta il mio Paese. Il bagaglio culturale, intellettuale e scientifico accumulato all'estero è sempre stato vissuto e attraversato nella mia sostanziale e profonda italianità... Gli italiani hanno qualità che nessun altro popolo al mondo ha: dobbiamo esserne molto più consapevoli e spesso se ne rendono molto più conto le persone che sono obbligate a emigrare e fare esperienze all'estero che non gli italiani che vivono in Italia».
Lo storico dell'arte ha scritto saggi sulla valorizzazione del patrimonio culturale. C'è qualcosa che possiamo imparare dai francesi...? Si può imparare dagli altri Paesi però «tutti i sistemi di tutela e valorizzazione dei beni culturali - dice Verde - hanno una radice nell'Italia del Rinascimento e anche in quella dell'Ottocento. In realtà dobbiamo riscoprire presso gli altri ciò che noi abbiamo inventato e in qualche modo abbiamo tradito o dimenticato...».
Nell'ambito dei beni culturali stiamo attraversando un «momento felice di attivismo»: secondo Verde, la creazione dei musei autonomi va «nella direzione giusta di una normalizzazione in senso internazionale di queste istituzioni». Bisogna continuare su questa strada, anche se resta il problema serio e cronico dei fondi. Un altro problema è il fatto che «l'Europa non è presente su questo piano. Non c'è nessuna entità politica e istituzionale nuova che si sia presentata, nella Storia dell'umanità, senza una sua identità culturale e senza una proposta di civiltà. L'Europa è una bellissima idea - grazie alla quale io e persone come me ad esempio hanno potuto viaggiare e fare esperienze - ma un po' monca di questa dimensione culturale. Sarebbe invece fondamentale per creare una cittadinanza e per permetterci tutti insieme, a partire anche da città come Parma, di affrontare molto meglio le sfide e le opportunità della globalizzazione».