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Sanremo: out Ron, Al Bano, Giusy Ferreri, Gigi D'Alessio e Ron. Giovani: vince Lele. I nostri IN e OUT

Quello che funziona e quello che non funziona nell'edizione 2017 day by day

di Francesco Monaco / Mara Pedrabissi -

10 febbraio 2017, 22:35

Sanremo: out Ron, Al Bano, Giusy Ferreri, Gigi D'Alessio e Ron. Giovani: vince Lele. I nostri IN e OUT

La quarta serata del Festival di Sanremo si è conclusa con l'eliminazione di altri 4 big, con la "vecchia guardia" che esce malconcia: sono out Ron, Al Bano, Giusy Ferreri, Gigi D'Alessio e Ron. Gli altri 16 saranno in finale nella serata conclusiva di sabato. 

Proclamato anche il vincitore nella categoria Nuove Proposte: è Lele con "Ora Mai", 2° Maldestro con "Canzone per Federica", 3° Francesco Guasti con "Universo", 4° Leonardo Lamacchia con "Ciò che resta". Il premio della critica Mia Martini è andato a Maldestro. Il premio della sala stampa Lucio Dalla invece a Tommaso Pini. 

Ecco i nostri IN (quello che funziona) e OUT (quello che non funziona) del Festival.

IN - MIKA

E se il colorato artista libanese fosse il prossimo conduttore del Festival di Sanremo? Lo vedremo tra 12 mesi, intanto pare che il suo nome circoli insieme a quelli dei veterani Bonolis e Fazio e della signora della tv Milly Carlucci. Nel caso fosse Mika, noi ve l'avevamo detto...


IN - GIORGIO MORODER
A quasi 77 anni (li compie in aprile) Moroder resta sinonimo della musica da discoteca, dai tempi di «I Feel Love» cantata da Donna Summer. Sul comodino ha tre premi Oscar (per Fuga di mezzanotte, Flashdance e Topgun) ma non passa troppo tempo a rimirarli. A Sanremo è presidente della giuria di qualità. Due capodanni fa era a Parma, a far ballare piazza Garibaldi.

OUT - LE CANZONI

Chissà perché, alla fine del Festival della canzone si osserva, viviseziona, commenta, ricorda tutto... fuorché le canzoni. Un po' perché la qualità non è sempre eccelsa, un po' perché il contenitore nazional-popolare per eccellenza deve inglobare tutto, dal momento-commozione alla comicità alla promozione della prossima fiction Rai. E la canzone ne soffre...

OUT - I DENTI FINTI

«CarloeMaria» esibiscono la faccia da Sanremo sfoderando due vistose finte dentature. Crozza non lascia passare: «Siete molto carini, fate venire voglia di pagare il canone. A Mediaset».

9 FEBBRAIO

IN   - I BACI

Ospite che va, bacio che viene. E' tutto un porgere di guance il palcoscenico dell'Ariston. Ma il bacio a sorpresa di Robbie Williams a Maria De Filippi ha fatto scatenare il web: oltre 7.000 i tweet in due minuti

IN   - LUCA E PAOLO

Tornano sul luogo del delitto due anni dopo. E se la cavano bene come sempre. Riescono a non essere banali, almeno finché Conti e la De Filippi li lasciano soli sul palco... 

OUT   - IL PICCIONE

Il piccione impallinato. Laziali scatenati contro la citazione di Totti indicando il brano di Povia come preferito. Ma i laziali l'hanno preso per uno sfottò visto che i romanisti per denigrare il simbolo di orgoglio e forza scelto dai cugini, la maestosa aquila, la retrocedono, appunto, a semplice piccione. Ma Totti l'avrà fatto apposta? 

OUT   - L'ABITO A FIORI

Di Maria De Filippi ci piace tutto, la ammiriamo e la stimiamo per l'intelligenza, l'ironia, la misura, la sicurezza nel non dover inseguire per forza certi cliché televisivi. Anche nel vestire. Però l'abitino a fiori con cui è apparsa in apertura di Festival stasera fa un po' troppo “prendisole” di una volta.

8 FEBBRAIO

IN - FRANCESCO TOTTI

La battuta è scontata ma Ilary Blasy ha la concorrenza in casa. Ammesso che voglia smettere di giocare, «er pupone» ha un futuro assicurato da conduttore televisivo. Evita di affondare il dito nella piaga dopo il 4-0 della sua Roma alla Fiorentina di Conti («sarebbe banale, non ho neanche giocato») e sfodera una disinvoltura da presentatore consumato, condita da un po' di sana autoironia e senza trattenere l'accento romano. Ma quando legge il «gobbo» per lanciare il cantante in gara, viene in mente la parodia che girava anni fa sul suo spot Vodafone. «Laif is nau», 'bella France'.

IN - GIORGIA

Finalmente una voce degna di questo nome. Si sapeva, certo, e non per niente era una degli ospiti musicali più attesi. Però dopo la sua performance da standing ovation (su quel palco dove vinse nel 1995), le cantati in gara devono essere impallidite al confronto.

IN - KEANU REEVES

Questa "fissa" che a ogni Sanremo ci vuole per forza una star di Hollywood, più che a internazionalizzare il festival gli dà una patente un po' da provinciale. Specie se la prima domanda di Maria all'eroe di Matrix è "tuttapposto?". Lui però conferma il detto che la classe non è acqua, è simpatico e disinvolto, risponde a tutte le domande (non tanto più profonde della prima), suona il basso e cita Vasco. Il divo della porta accanto


OUT - LA SCALETTA

D'accordo che per alzare lo share è necessario dilatare i tempi di ogni puntata oltre la soglia dell'umana sopportazione, e che il picco di ascolti solitamente lo si raggiunge dopo le 22,30, ma che con un tris di ospiti del calibro di Giorgia, Robbie Williams e Keanu Reeves nessuno di loro possa salire sul palco prima di una certa, è pura follia. In un'epoca in cui sul web è considerato troppo lungo un video di due minuti, uno show televisivo di quattro ore moltiplicato per cinque è quantomeno anacronistico. Almeno uno dei «carichi» andava giocato nella prima ora e mezza.

OUT - ROBBIE WILLIAMS

Simpatico è simpatico, con quella faccia da schiaffi che lo ha reso celebre e gli ha garantito una signora carriera post Take That. Però poteva anche concedere un medley dei suoi successi anzichè limitarsi a presentare l'ultimo singolo. Il bacio sulla bocca alla De Filippi ancora febbricitante? Contento lui...


OUT - IL "CASO" LEOTTA

Peccato che da un argomento serio come il cyberbullismo sia scaturita una rissa da cortile (se diciamo 'da pollaio' qualcuna si offende?9 sull'abito indossato all'Ariston dalla giornalista di Sky. Su queste situazioni i social vanno a nozze e i siti online dei giornali (compreso il nostro) ringraziano l'algoritmo. Però, signore della tv, scusate il maschilismo ma quando fate così ci fate rivalutare le polemiche sull'arbitraggio di Rizzoli in Juve-Inter

7 FEBBRAIO

IN - MARIA DE FILIPPI

Da signora di Canale 5 a «sorella» di Carlo Conti, la regina degli
ascolti debutta in trasferta con la naturalezza della professionista
consumata. Magari la battuta su Trump non sarà stata delle migliori, ma
Maria è stata comunque fatta scendere in campo nonostante un attacco di
febbre nel pomeriggio. Ironica, mai sopra le righe in un contesto in cui
si tende a enfatizzare tutto, le manca solo di fare di scale
dell'Ariston e chissà che entro sabato non voglia provare anche questo
brivido.

IN - MAURIZIO CROZZA

L'hanno voluto, ora devono «tenerselo» fino a sabato, comprese le
reazioni che provocherà, specie sui social. Il comico genovese, che
firma le sue incursioni in diretta video e non dal palco, è stato
irresistibile come nel suo show su La7 (e da marzo sul canale 9), con
battute assortite su Renzi, Salvini, la Raggi, e gli italiani che non
pagano le tasse.

OUT - VINCENZO MOLLICA

Altro che mollica, ormai (anzi, da mo') è un uomo sandwich: in coda al
Tg1 è lì per magnificare l'ultimo disco di tizio, il nuovo film di caio,
e soprattutto lo show di RaiUno in arrivo subito dopo la pubblicità. La sua.

OUT - L'ANTEPRIMA

Davvero qualcuno credeva che il Festival sarebbe iniziato alle 20,30 o
giù di lì'? Tra copertine, controcopertine, amarcord e videogallery dei
cantanti di ieri e di oggi, il «via» - con l'omaggio di Tiziano Ferro a
Luigi Tenco - è arrivato alle 21,15. Tanto, dicono in Rai, o la gente è
lì che non vede l'ora e intanto si sorbisce tutto, oppure ne approfitta
per finire di mangiare. Tanto di martedì chi vuoi che esca?