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Sanremo, vince Gabbani con Occidentali's karma. Sul podio la Mannoia e Ermal Meta

12 febbraio 2017, 02:40

Sanremo, vince Gabbani con Occidentali's karma. Sul podio la Mannoia e Ermal Meta

L'edizione 2017 del Festival di Sanremo è stata vinta a sorpresa da Francesco Gabbani. Volano gli ascolti della serata finale: la media è stata di 12 milioni 22 mila spettatori con il 58.4%. Si tratta del miglior risultato dal 2002.
La finale del festival 2016 aveva ottenuto in media 11 milioni 223 mila spettatori pari al 52.52%.

Questa la classifica finale:

1° Francesco Gabbani "Occidentali's karma"

2° Fiorella Mannoia "Che sia benedetta"

3° Ermal Meta "Vietato morire"

4° Michele Bravi

5° Paola Turci 

6° Sergio Sylvestre

7° Fabrizio Moro

8° Elodie

9° Bianca Atzei

10° Samuel

11° Michele Zarrillo

12° Lodovica Comello

13° Marco Masini

14° Chiara

15° Alessio Bernabei

16° Clementino

I  nostri In & Out

IN - LADRI DI CARROZZELLE
La loro presenza all'Ariston nella serata finale era stata preceduta da
una tragedia: un ex componente della band, fondata 28 anni fa e composta
da persone diversamente abili, si è suicidato pochi giorni fa. Scontata,
ma non per questo meno sentita, la loro dedica sul palco, dove hanno
eseguito «Stravedo per la vita». Il cantante è non vedente. Chapeau.


OUT - CARLO CONTI
Out nel senso che, dopo tre anni, si chiama fuori. Ed è giusto così,
fondate o meno che siano le voci di un abboccamento con Mediaset. Al suo
arrivo si era rivelato l'uomo giusto per rilanciare la centralità del
festival nello schema nazionalpopolare di RaiUno. L'anno scorso ha
giocato ancora all'attacco, mentre stavolta si è limitato a difendere il
risultato.


IN - I LAVORATORI TIM
Poche ore prima che lo strombazzatissimo ballerino JustSomeMotion (al
secolo Sven Otten) portasse sul palco lo spot della Tim, è arrivata in
sala stampa all’Ariston la protesta dei lavoratori del gestore
telefonico, che stanno manifestando a Sanremo con un presidio. «Siamo
qui a cantare la nostra nota stonata - ha detto un componente della
delegazione - per rivendicare che il lavoro si accompagna a diritti e
salari dignitosi, altrimenti è altro». Ecco, ci tenevamo a farvelo sapere.


OUT - GLI AUTORI
Quando si critica il basso livello generale delle canzoni in gara, si
finisce per commentare che «non ci sono più gli autori di una volta». E'
certamente vero, ma forse oggi ce ne sono anche troppi, visto che molti
brani portano addirittura quattro o cinque firme, a volte ricorrenti. E
così Siae.

IN - GEPPY CUCCIARI

La chiamano sul palco a mezzanotte e mezzo ma non è certo lei la
cenerentola del Festival. Il suo monologo lascia il segno, dal ricordo
di Giulio Regeni all'indignazione per i rigurgiti sessisti di cui sono
zeppi blog e giornali. E con il titolo di Libero su Virgina Raggi
proiettato alle sue spalle, si congeda così: <Je suis patata bollente>.