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LEGA PRO

Aggressione ai tifosi del Parma: 12 Daspo a ultras del Venezia

Mano pesante del giudice: nessuna provocazione da parte dei supporters gialloblù

13 febbraio 2017, 21:49

Aggressione ai tifosi del Parma: 12 Daspo a ultras del Venezia

Il Questore di Venezia, Angelo Sanna, ha firmato 12 Daspo (da 1 a 5 anni) nei confronti di altrettanti ultras del Venezia per l’aggressione ad alcuni tifosi del Parma, il 29 gennaio scorso. Gli incidenti erano avvenuti in due diversi momenti, nel centro della città, lontano dallo stadio del Venezia. Nelle aggressioni erano rimasti feriti due tifosi dei crociati. Gli indagati, che hanno tra i 35 e i 49 anni, sono accusati a vario titolo di rapina aggravata e lesioni aggravate in concorso. La mano è stata "pesante" soprattutto per un presunto capo ultrà, con alle spalle altri tre Daspo e precedenti penali: 5 anni di lontananza dagli stadi, un anno in meno per altri 2 indagati, per altri tre il provvedimento si è fermato a 3 anni; per due invece il Daspo sarà di un anno. Per tutti costoro c'è anche l’obbligo di firma, misura invece esclusa per gli ultimi cinque ultras per i quali il provvedimento durerà due anni.
«Si tratta di un risultato investigativo frutto della sinergia tra la Questura e la magistratura lagunare, per un episodio che ha scosso la nostra città», ha detto in conferenza stampa il Procuratore reggente di Venezia Adelchi D’Ippolito.
«Le aggressioni - ha precisato Sanna - non sono avvenute tra le opposte tifoserie allo stadio, neache in un momento di eccitazione per un fatto sportivo: è stato un killeraggio preventivato». I tifosi del Parma vittime delle aggressioni non sono neppure appartenenti  a realtà legate al mondo ultrà. La loro "colpa" è stata solo quella di avere al collo le sciarpe gialloblù. Da parte dei supporter crociati non c'era stato alcun tipo di provocazione, né sfottò o sfide verso gli avversari: mentre stavano camminando tranquillamente nel centro di Venezia erano stati aggrediti e malmenati con aste di bandiera da parte dei veneziani, anche alle spalle.
E’ stata importante, ha sottolineato il procuratore, anche la collaborazione dei cittadini, e grazie al supporto delle immagini delle telecamere di sicurezza la polizia è giunta a identificare uno per uno gli aggressori. Questi ultimi sono stati oggetto di perquisizioni domiciliari. Un segnale che il questore di Venezia ha voluto dare anche in vista delle prossime partite "calde" per il Venezia: una contro il Pordenone, l’altra contro il Padova.