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Bonaccini a New York per abbracciare Parma e promuovere il Made in Parma

Il presidente della Regione ha incontrato le associazioni degli "strajè" nella Grande Mela. Negli Usa per promuovere anche la Motor Valley: Dallara protagonista

14 febbraio 2017, 19:45

Bonaccini a New York per abbracciare Parma e promuovere il Made in Parma

“E’ anche grazie alla vostra tenacia, al vostro saper fare e al vostro senso della comunità che l’Emilia-Romagna si fa apprezzare in ogni parte del mondo e qui a New York in particolare. Un modo di essere insito nella gente dei nostri territori, che associato all’alto tasso di innovazione e qualità delle nostre produzioni fa della nostra regione una terra sempre più in grado di attirare persone e investimenti, così come alla nostra rete regionale - cultura, imprese, centri di ricerca - di seguire con successo la strada dell’internazionalizzazione”. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini è a New York per una missione istituzionale con aziende e sistema dell’alta formazione, soprattutto per promuovere i settori dell’Automotive, con la Motor Valley, e dei bigdata, ha incontrato nel Queens gli emiliano-romagnoli che da tempo vivono nella Grande Mela, uomini e donne che giovanissimi negli anni 50 e 60 del secolo scorso emigrarono al seguito delle loro famiglie soprattutto dalle province di Parma e Piacenza.
Nella sede del Family Community Club, presieduto dal parmense Aldo Beccarelli, nel quartiere Astoria, si sono ritrovati anche esponenti dell’Associazione Valtarese, della Lega Parmigiana, della Berceto Foundation e della Società Val Trebbia e Val Nure, persone le cui origini risiedono soprattutto nell’appennino parmense, in particolare a Borgotaro, Berceto e Bardi, così come nelle Valli del Trebbia e del Nure nel piacentino.
Impegnati in attività sociali e ricreative a beneficio degli emiliano-romagnoli di New York, il Family Community Club e le altre quattro associazioni portano spesso a termine raccolte fondi per l’acquisto di ambulanze e donazioni a favore di strutture di pubblica utilità nei loro comuni di provenienza in Emilia-Romagna, oltre a tenere vive le loro tradizioni nella metropoli americana.

Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani: la Motor Valley, "Biglietto da visita prestigioso per l'Emilia Romagna"

L’Emilia-Romagna si presenta agli Stati Uniti col suo biglietto da visita più prestigioso, quello della Motor Valley, terra di motori per antonomasia e patria di case automobilistiche e motociclistiche autentici brand mondiali: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara, Pagani. “Una storia fatta di passione e capacità straordinarie- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel suo intervento questa mattina alla sesta edizione di "Italy meets the United States" a New York, forum che riunisce imprenditori, economisti, istituti, ricercatori-, una storia divenuta oggi il cluster motoristico più importante d’Europa e fra i principali al mondo. Un settore caratterizzato da un elevato livello di innovazione e dalla collaborazione col sistema dell’alta formazione regionale: università, centri di ricerca, rete dei tecnopoli, centri di servizio e piattaforme tecnologiche. Un comparto che abbiamo voluto diventasse anche polo di attrazione turistica con le sue competizioni, i suoi circuiti e i suoi musei industriali e che rappresenta benissimo alcune fra le scelte fatte sul fronte della crescita e dello sviluppo: internazionalizzazione e attrazione di investimenti. E come Regione, assieme anche ad alcune di queste aziende, siamo venuti qui a New York per continuare e rafforzare la collaborazione con gli Stati Uniti, oggi il secondo partner commerciale dell’Emilia-Romagna dopo la Germania”.

Innovazione e Big data
La missione istituzionale negli Usa - insieme a imprese, associazioni, l’Ateneo di Bologna e quello di Modena e Reggio Emilia, Bologna Business School e Democenter (Centro innovazione rete alta tecnologia) - in tre giorni di incontri, visite e workshop a New York, ruota attorno all’Automotive ma anche ai Big data, con l’Emilia-Romagna che può vantare nel suo territorio operatori regionali e nazionali che insieme arrivano al 70% della capacità di calcolo espressa in Italia. Si inserisce in questo contesto l’invito dell’Ibm alla Regione Emilia-Romagna, ieri, nella prima giornata della missione, a visitare il “Thomas J.Watson Research Center”, a Yorktown Eights, campus a un’ora dalla metropoli americana dove il colosso informatico sviluppa la propria attività di ricerca (cui destina 6 miliardi di dollari l’anno).
“Alcune nostre filiere produttive- ha sottolineato Bonaccini all’incontro con i dirigenti e i ricercatori dell’Ibm, con lui anche l’assessore alla Formazione, scuola e università, Patrizio Bianchi- fondano il loro successo proprio sul connubio manifattura e alta tecnologia, capace di esprimere innovazione e prodotti ad altissimo valore aggiunto. E da questo punto di vista il fare ricerca è sempre più strategico”.
Imprese, export e partnership
Fondamentale anche il sostegno alle imprese emiliano-romagnole che scelgono di conquistare i mercati andando oltre i confini nazionali, anche per cercare partnership produttive. Alcune di esse, inserite nella missione regionale negli Usa, oltre a incontri one-to-one con omologhe aziende statunitensi e fondi di investimento, hanno partecipato nella sede di New York dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, a un seminario sul mercato americano. “Nel 2015- ha spiegato il presidente della Regione, intervenuto all’incontro con gli imprenditori- l’export emiliano-romagnolo ha toccato i 55,3 miliardi di euro ed è possibile che nel 2016 si possa andare oltre i 56 miliardi. Come Regione mettiamo 10 milioni di euro sull’internazionalizzazione delle imprese, perché vogliamo che le 26mila nostre aziende che esportano aumentino ancora di più, visto che quelle che lo fanno vanno a gonfie vele”.
Sede diplomatica
E sempre ieri, il presidente Bonaccini ha incontrato il console generale italiano a New York, Francesco Genuardi. E’ stata l’occasione per consolidare la collaborazione con la sede diplomatica, puntando sull’eccellenza e l’innovazione che l’Emilia-Romagna vanta certo in importanti settori produttivi ma anche nella cultura e nel turismo, settore che nel 2016 ha visto la regione superare i 48 milioni di visitatori, con un vero e proprio boom per le città d’arte.

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