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Nuova Countryman: anche Mini ha il suo Suv

Quattro metri e 30, look muscoloso, tanti contenuti: inizia una nuova era

di Aldo Tagliaferro -

15 febbraio 2017, 16:17

Nuova Countryman: anche Mini ha il suo Suv

A lla fine ce l'ha fatta: dai e dai la Mini si mette alle spalle l'età dell'innocenza per diventare adulta. Anzi, proprio grande. Quattro metri e 30 sono un'enormità paragonati ai 362 cm del 2001, l'anno del grande ritorno. Non parliamo dell'originale - classe 1959 - che ai tre metri ci arrivava appena.

VENTI CENTIMETRI

Ma che c'entra? Oggi il mondo è cambiato, Mini è un brand globale che fa sgolosare i neopatentati e scarrozza i fighetti di mezzo mondo. Era l'ora di un Suv vero e proprio: si chiama ovviamente Countryman, la cui seconda generazione manda in soffitta il concetto di “Suvvino da città” o di seconda macchina, perché quei 20 centimetri in più della “vecchia” Countryman (7,5 solo nel passo) e la stessa piattaforma della Bmw X1 la candidano a essere la prima auto in famiglia.

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La ricetta resta vincente: design immediatamente riconoscibile, go kart feeling al volante, dettagli “cool”, tanta tecnologia d'avanguardia (garantisce Bmw...), un listino che permette personalizzazioni infinite ma prevede anche - come da tradizione - un sostanzioso assegno. E' vero che si parte poco sopra i 27mila euro (alcuni allestimenti sono meno cari di prima) ma si passano con nonchalance i 40mila.

IL PRIMO IBRIDO

Novità assoluta è la Countryman ibrida plug-in (37/38mila euro quando amplierà la gamma fra qualche mese insieme alla potente John Cooper Works da 231 Cv) che mette insieme 224 Cv tra il 1.5 benzina tre cilindri e il motore elettrico montato sull'asse posteriore. Una Mini politicamente corretta diventa irresistibile anche se i 2,1 litri per 100 km dell'omologazione sono destinati a non essere mai replicati nella realtà.

Ma torniamo alla nuova Countryman: imponente eppure così familiare, ha una linea laterale forte e un look molto deciso soprattutto nell'allestimento All4 (2mila euro per la trazione integrale). Dentro lo spazio per cinque è buono, la panca posteriore scorre di 13 cm e il bagagliaio adesso comincia ad avere dimensioni serie; la posizione di guida è perfetta, anche se l'ingresso potrebbe essere più agevole, mentre la strumentazione ha i numeri un po' troppo piccoli. Promossa la consolle, ricca di levette e funzioni in stile tipicamente Mini, pur se rinnovata e incentrata sul grande “oblò” centrale che contiene un navigatore touchscreen da 8”8 (altri mille euro alla cassa) docile come uno smartphone. A livello visivo quello che colpisce di più sono le bocchette dell'aria non più tonde ma rettangolari, come le luci posteriori.

COME VA

Al volante la Countryman resta una vera Mini, lo sterzo però in passato è stato più diretto e la mole si sente soprattutto nelle versioni meno spinte. Frenata sicura, visibilità buona, tanta tecnologia in aiuto di chi guida e cambio perfetto (abbiamo provato solo l'automatico, 1900 euro). Ma per avere anche i paddles serve la versione sportiva a 8 rapporti.

Il bello di Mini sta anche nei dettagli. E allora, alla vigilia del lancio nel prossimo weekend, vogliamo ricordare il Picnic Bench, una panca soft nascosta nel bagagliaio su cui sedere a portellone aperto. Fa chic ed è utile per la vita all'aria aperta. Ah già: la Countryman non ha paura di abbandonare l'asfalto...