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inchiesta

Eipli, arrestato l'imprenditore Doriano Pacchiosi

Il titolare dell'azienda di Sissa fermato al rientro da un viaggio di lavoro negli Usa

18 febbraio 2017, 12:44

Le manette sono scattate non appena ha rimesso piede in Italia. L'imprenditore parmense Doriano Pacchiosi si trovava all'estero, negli Stati Uniti, per questioni di lavoro (la sua omonima azienda, con sede a Sissa, opera in tutto
il mondo nella perforazione del sottosuolo e nella realizzazione
di gallerie), e i suoi legali avrebbero concordato con i magistrati il rientro in quanto coinvolto nell'inchiesta della procura di Potenza che riguarda l'aggiudicazione di appalti per l'Eipli, l'Ente irrigazione di Puglia, Lucania e Irpinia.
Secondo l'accusa, la commissione di aggiudicazione delle gare sarebbe stata d'accordo per inserire alcuni «errori» nel bando per permettere il buon esito di un ricorso al Tar da parte di alcune aziende che non si erano aggiudicate la gara in prima istanza.
Un'inchiesta che, al momento ha portato 10 persone agli arresti, tra carcere e domiciliari. Oltre a Doriano Pacchiosi, si trovano in carcere il potentino Giuliano Cerverizzo, 56 anni, dirigente dell'Eipli e Gaetano Di Noia, 41enne della provincia di Barletta-Trani, ex capo di gabinetto dell'ente. Concessi invece dal gip i domiciliari al fratello di Cerverizzo, Fabrizio (47), al potentino Gerardo Palazzo (57), a Fabio Guarino (45) e al 58enne Giuseppe Chiodetti (di Sissa, dipendente della Pacchiosi). Ai domiciliari anche i potentini Graziano Cosentino, 67 anni, Antonio Bisceglia (61), Gianfranco Albergo (42) e Antonio Albano (45). In tutto, gli indagati sono 17 ma il numero delle persone coinvolte pare destinato ad aumentare.
Denaro contante, automobili, pranzi, cene e pernottamenti in albergo sarebbero alcuni dei benefit che - secondo i pm Annagloria Piccininni e Vincenzo Savoia - Pacchiosi avrebbe assicurato al funzionario dell’Eipli, Giuliano Antonio Cerverizzo. Questo in cambio della sua «disponibilità» in relazione all’aggiudicazione di diverse gare d’appalto con base d’asta di diversi milioni di euro. Secondo l'accusa si sospetta che anche il cenone di San Silvestro del 2015, trascorso dalla famiglia Cerverizzo all’Hotel Pacchiosi di Parma, rientri tra le «ricompense» dell’imprenditore che avrebbe versato al funzionario Eipli tangenti per un totale di 62mila euro, somma ora sottoposta a sequestro preventivo.
I reati ipotizzati sono quelli di associazione a delinquere, concorso in turbativa d'asta, corruzione e truffa aggravata in danno di ente pubblico. Nei giorni scorsi gli uomini della Squadra mobile di Potenza con i colleghi di Parma avevano perquisito gli uffici della Pacchiosi in via Borgonovo a Sissa.

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