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agricoltura

Un'assicurazione per difendere i ricavi dei produttori di grano

Presentata dal Ministero proteggerà in caso di calo rispetto alla media triennale

di Cristian Calestani -

25 febbraio 2017, 18:12

Un'assicurazione per difendere i ricavi dei produttori di grano

Si chiama «Assicurazione ricavi grano», è stata presentata dal Ministero delle Politiche agricole ed è uno strumento sperimentale ed innovativo, in tutt’Europa, per la gestione del rischio per i produttori di grano duro e tenero.

Il suo funzionamento è stato presentato dal ministro Maurizio Martina e da Enrico Corali e Raffaele Borriello, rispettivamente presidente e direttore generale di Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.

«Un produttore agricolo di grano – spiega una nota del Ministero - oggi può sottoscrivere la polizza ricavo, pagando un premio alle assicurazioni che viene coperto per il 65% dall’agevolazione del Ministero. Nel caso il ricavo scenda del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro, l’agricoltore riceverà dalla compagnia assicurativa un indennizzo per la perdita di reddito. Per avviare la sperimentazione è prevista anche la riassicurazione di Ismea, in modo da offrire alle compagnie assicurative una forma di protezione da eventuali perdite in questa prima fase di lancio delle polizze. Questa polizza è aggiuntiva rispetto alle garanzie tradizionali contro le avversità come gelo, siccità alluvione o eccesso di neve, grandine o sbalzi termici».

Il Ministero ha presentato anche un esempio pratico rispetto ai prezzi registrati quest’anno: per un’azienda di 10 ettari il risarcimento per perdita ricavo sarebbe stato pari a 3.720 euro, ottenuto dalla differenza tra la media triennale dei ricavi di 11.295 euro e l’introito effettivo del 2016 pari a 7.575 euro. «Saremo i primi in Europa - ha dichiarato il ministro Maurizio Martina - a sperimentare un’assicurazione sui ricavi per i produttori di grano. Si tratta di uno strumento concreto di tutela del reddito per gli agricoltori e risponde in maniera più efficace all’esigenza di proteggere le aziende rispetto al passato. In particolare in una produzione come quella cerealicola, esposta a fluttuazioni diventa fondamentale che le imprese possano programmare meglio la produzione e avere un meccanismo di protezione in caso di crollo del prezzo. Lo abbiamo visto quest’anno quando le quotazioni sono scese fino a 18 centesimi al chilo, un prezzo che non consente nemmeno di recuperare i costi di produzione. Con l’assicurazione ci sarebbe stato un indennizzo immediato rispetto a queste perdite. È uno strumento sperimentale nel quale vogliamo investire e per questo abbiamo stanziato 10 milioni di euro».

Durante l’incontro con la stampa sono stati ricordati anche gli altri provvedimenti del Ministero per la filiera grano-pasta. «Sono stati investiti 10 milioni di euro su contratti che valorizzano il lavoro degli agricoltori e consentono ai produttori di pasta di approvvigionarsi sempre di più di grano italiano di qualità. L’obiettivo della misura è aumentare le superfici coltivate coinvolte passando da 80.000 a 100.000 ettari» mentre sul fronte dell’etichetta d’origine per la filiera grano-pasta è stato inviato a Bruxelles lo schema di decreto per introdurre in maniera chiara e leggibile l’origine del grano e della semola sulle confezioni di pasta italiane. In merito sono in corso gli approfondimenti tecnici con la Commissione Ue.