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IRAQ

Deputata incoraggia la poligamia: "E' per il bene delle donne"

13 marzo 2017, 19:53

Deputata incoraggia la poligamia:

Incoraggiare gli uomini alla poligamia per offrire un sostegno ai milioni di donne rimaste vedove, divorziate o semplicemente nubili a causa della guerra e delle violenze interconfessionali che da molti anni sconvolgono l’Iraq. E’ questa la proposta avanzata da una deputata, Jamila Ubaydi, che ha però provocato una ondata di proteste sui social media, oltre che da parte di diverse altre parlamentari.
I problemi delle donne, affermano queste voci critiche, devono essere affrontati con politiche mirate al loro benessere e sicurezza, e non con il ritorno ad una pratica che, seppur legale, è oggi limitata e severamente regolata dagli ordinamenti in vigore.
La legge, infatti, prevede che per prendere una seconda moglie un uomo debba ottenere il permesso di un giudice, concesso solo se è dimostrato che è in grado di sostenere le spese che derivano da più matrimoni e sulla base di esigenze 'legittimè. Tra queste vi è quella che la prima consorte sia sterile.
Ma la deputata Ubaydi, della Coalizione delle forze sunnite, si dice convinta che occorra rendere meno restrittive queste regole e di mettere incentivi economici a disposizione degli uomini sposati per aiutarli a prendere altre mogli. E’ arrivato il momento, ha affermato la parlamentare, di abbandonare «la cultura di una sola moglie per un ogni uomo, che va a discapito delle nostre sorelle». «Il nostro egoismo - ha affermato la parlamentare - ci ha fatto sottovalutare i benefici della poligamia, in un momento in cui il numero delle vedove, delle nubili e delle divorziate ha raggiunto l’impressionante livello di quattro milioni».
Tra le prime a protestare, con parole durissime, è stata Hanan al Fatlawi, una deputata a capo del partito indipendente Irada, secondo la quale per molti la proposta equivale al "traffico di donne irachene». Decisamente contraria anche la deputata yazida Vian Dakhil, del Partito democratico del Kurdistan (Pdk), diventata nota in tutto il mondo per le sue iniziative a sostegno delle migliaia di correligionarie rapite e ridotte a schiave sessuali dai jihadisti dell’Isis.
«Le parlamentari irachene devono mostrare più attenzione e sollecitudine per il miglioramento delle condizioni delle donne, e migliorare la vita difficile che conducono, uno dei tanti problemi e delle crisi che investono la società irachena in generale», ha affermato la Dakhil. Dello stesso avviso Maysun Damluji, della lista laica Iraqiya, secondo la quale la proposta della collega è solo «un tentativo di aggirare i molti problemi che le donne irachene si trovano ad affrontare».