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CONFRATERNITA

Al Parmigiano il palio nel nome di San Lucio

Presenti formaggi di tutta Italia: premiata una punta del Ravarano e Casaselvatica

di Bianca Maria Sarti -

14 marzo 2017, 22:04

Il re dei formaggi si conferma, ancora una volta, il Parmigiano Reggiano: ad affermarlo questa volta è la Confraternita di San Lucio, patrono dei casari, che ha tenuto quest’anno a Parma all’hotel Link 124 il suo Palio annuale. Si tratta di un concorso caseario riservato ai formaggi italiani selezionati dai confratelli aderenti alla Gilda Internazionale dei Formaggiai, una realtà nata in Francia nel ‘69 che oggi è presente con 5600 membri in oltre 30 Paesi del mondo.

Nella sfida a più manche ha trionfato il parmigiano reggiano dop prodotto dal caseificio sociale di Ravarano e Casaselvatica di Calestano, che, pur giocando in casa, ha avuto la meglio in una sfida non facile contro avversari di altissima qualità. Erano in gara, infatti, una trentina di formaggi tra cui ben 13 a pasta dura: sei parmigiano reggiano dop (Bertinelli, Coduro, Nuovo Malandrone, Querciola, Valserena e, appunto, Ravarano e Casaselvatica), sei grana padano dop più un formaggio a marchio privato. Inoltre erano sul banco dei giudici altri quattro formaggi dop (Taleggio, Provolone Valpadana Piccante, Fontina e Salva Cremasco) tre erborinati, ed altri formaggi di diversa stagionatura, per veri estimatori.

La giuria di esperti assaggiatori ha valutato i formaggi, sorteggiati in coppia e presentati rigorosamente in forma anonima, procedendo a eliminazione diretta. L’edizione 2017 del Palio, realizzata a Parma con il sostegno del Consorzio del Parmigiano Reggiano, è stata più ricca della precedente, vinta dal Bastardo del Grappa del Caseificio Basso.

«Siamo molto soddisfatti per il raddoppio, rispetto al 2016, delle presenze dei formaggi e degli esperti assaggiatori – ha commentato Vincenzo Bozzetti, arbitro del Palio, confratello e maestro assaggiatore - siamo però soprattutto contenti per l’impegno dedicato dagli assaggiatori nella attenta valutazione dei formaggi in gara».

Nella finale ha trionfato il 24 mesi di Ravarano e Casa Selvatica, prodotto dal casaro Damiano Delfante con latte della Val Baganza: «Raccogliamo il latte da 10 stalle – ha spiegato Delfante –: da otto anni sono casaro e il nostro formaggio unisce al profumo e all’aroma, che spiccano, una struttura molto delicata e gradevole, diversa dai canoni classici. Raggiunge una grana più strutturata a 30 mesi».

La serata è terminata con la solenne cerimonia di “intronizzazione” dei nove nuovi confratelli, di cui quattro provenienti dell’area di Parma, a conferma della vivacità culturale ed economica del territorio nella produzione e promozione dei formaggi.