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prova su strada

Kia Niro, il «nativo ibrido»

23 marzo 2017, 18:56

Kia Niro, il «nativo ibrido»

Il futuro è dei nativi digitali, ecco perché le auto sempre più somigliano a maxi-tablet su quattro ruote. Kia Niro fa anche di meglio: al passo con la rivoluzione ecologica, la coreana dal pollice verde è infatti il primo Suv di taglia media (4,3 metri di lunghezza) a meritarsi il titolo di «nativo ibrido». Già, l’Hybrid utility vehicle di Seul (27.000 euro) adotta la duplice alimentazione benzina-elettrico sin dal suo concepimento: sotto il cofano pulsa cioè un tradizionale 4 cilindri 1.6 da 105 Cv, mentre solidale al cambio automatico robotizzato doppia frizione a sei rapporti alloggia il sostegno elettrico da 43,5 Cv. Per una potenza di sistema di 141 Cv: sbagliato calcolarla in base alla somma dei singoli valori, per questo si chiama «combinata».


Secondo la Casa, i consumi raggiungono i 4,4 l/100 km nel ciclo misto, a fronte di emissioni di CO2 inferiori a 90 g/km. Secondo noi, che l’abbiamo guidata sia in città, sia su strade di montagna, una media più realistica è semmai quella dei 5,5 l/100 km, comunque un valore difficilmente associabile a un modello esclusivamente a benzina. Nel traffico si avanza che è un piacere, col 1.6 GDi che interviene solo a vettura già in movimento (se si tratta con garbo il pedale dell’acceleratore) e si addormenta ancor prima del segnale di Stop. I passaggi di marcia sono quasi inavvertibili. Può capitare, invece, che in salita o in sorpasso Niro accusi acido lattico e tiri un po’ il fiato: niente paura, leva del cambio in «S» e il pacchetto termoelettrico torna a lavorare con entusiasmo.


Agli occupanti, la convivenza con l’architettura ibrida non comporta alcun sacrificio: le batterie agli ioni di litio, rigenerate dall’unità elettrica stessa in fase di frenata o di rilascio, sono incastrate sotto il divano posteriore e non sottraggono un solo centimetro cubo di spazio alle gambe (nessun rigonfiamento del pavimento). Mascolina ma non aggressiva fuori, qualitativa e tecnologica dentro: Niro è così anche un’«ibrida digitale», essendo equipaggiata di display capacitivo da 8” con mappe TomTom e i protocolli Apple Car Play e Android Auto. Tra il proprio smartphone e il sistema di bordo sarà amore a prima vista. L.C.


  SECONDO NOI  
? PREGI
Spazio In quattro si viaggia larghi, in cinque si trova facilmente un accordo
Comfort Sullo sconnesso la Niro non “balla”, è di stomaco forte
Economia di esercizio Nessun altro Suv chiede “da bere” così di rado
? DIFETTI
Bagagliaio Alto da terra e dal volume un po’ deludente
Visibilità posteriore Lunotto piccolo e scuro, al buio le retro sono scomode
Freno di stazionamento Alla leva a pedale preferiamo il classico gancio manuale