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VINITALY

Il vino di Parma si conferma protagonista a Verona

A Vinitaly tutte le proposte delle cantine parmigiane per la prossima stagione

13 aprile 2017, 01:34

Il vino di Parma  si conferma protagonista a Verona

DAL NOSTRO INVIATO
Sandro Piovani

Siamo in pieno Vinitaly. Ancora oggi e domani: due giornate intense. Anche per il movimento enoico di casa nostra, presente a Verona con quattro stand ufficiali di altrettante cantine.
Monte delle Vigne
E di fronte a tutti questi numeri il bel contrasto lo offre Monte delle Vigne: la cantina di Ozzano propone la seconda annata di «Sogni» (il 2015 dopo il 2013), un bianco con personalità e non scontato che sta diventando un classico della cantina di Ozzano. E naturalmente «Sogni si va ad affiancare a tutta la gamma di questa cantina. Andrea Ferrari, veterano di Vinitaly (32 anni a Verona per lui) è soddisfatto per i bianchi. «Ma anche per i rossi, perché nei nostri vini c'è sempre eleganza e finezza. Ed hanno un certo successo». Ferrari è contento della sua cantina ma, più in generale, del movimento enoico di casa nostra: «Sì, perché ci sono vini di qualità, di personalità. E abbiamo successo in Italia ma anche all'estero». E Ferrari ci tiene a sottolineare una data importante per Monte delle Vigne: Nabucco compie 25 anni: è il vino simbolo della cantina ed è giusto festeggiare.
Oinoe
Alex e Azzurra Cerioli, patron di Oinoe (Traversetolo) presentano con giusta soddisfazione un metodo classico di beva interessante, raffinato ed equilibrato. «Pinot bianco (40%) e chardonnay (al 60%): è la novità di questo Vinitaly per noi - spiega Alex Cerioli -, ma è il vino che abbiamo pensato per primo, quando abbiamo rilevato l'azienda». Perché la famiglia Cerioli ha scelto Traversetolo per creare il suo vino. «Il territorio è fantastico e meritava di sviluppare questo progetto legato alle tradizioni visto che abbiamo praticamente tutti i vitigni ammessi nel consorzio i Colli di Parma».
Cantine Ceci
Sandro Ceci è diviso, tra il progetto condiviso con Bonfiglio Carra (un vino senza solforosa) e un'idea più artistica (to you paint) che permette di dipingere una bottiglia (nello stand era in azione l'artista Patrizio Dall'Argine). «Lanciamo un messaggio: arte e cuore del Lambrusco, ottimismo e gioia di vivere»: spiega il vulcanico Ceci. «Vogliamo proporre il Lambrusco in modo informale e originale: quest'anno c'è arte e mondo del vino insieme». Poi il progetto di vino senza solforosa: «Carra ha brevettato un sistema di vinificazione che ci permette di fare questo. Usciamo ora con Radames (lambrusco, malvasia e rosé) dopo tre anni di lavoro e di studio».
Vigna Cunial
Gianmaria Cunial è orgoglioso dei suoi vini all'interno di ViViT (Vigne Vignaioli Terroir). Si parla di esperienze naturali, biodinamiche. «Siamo piccoli artigiani che producono vini identitari del territorio». E Cunial presenta due novità, due spumanti. «Sì, il rosato vinificato in bianco color rame e poi abbiamo il savignon brut, entrambi del 2014 ed entrambi hanno fatto 30 mesi sui lieviti». Orgoglioso e soddisfatto. «Per noi è importante esserci. Si hanno intrecci e relazioni che danno risultati importanti».