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Kosher e halal, il cibo italiano è sempre più a norma

di Vittorio Rotolo -

14 aprile 2017, 20:34

Kosher e halal, il cibo italiano è sempre più a norma

Il 15% delle aziende alimentari italiane con più di nove addetti è in possesso di almeno una certificazione religiosa, con un numero ormai in costante crescita (dal 2013) fra quelle che hanno conseguito l’attestazione kosher e halal.
Il dato è emerso a Cibus Connect, nell’ambito della presentazione del bilancio relativo al progetto sulla Promozione delle certificazioni agroalimentari del Made in Italy, avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Federalimentare, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Centro Islamico Culturale d’Italia, insieme a Fiere di Parma. Tra le realtà del nostro territorio più all’avanguardia, in questo specifico ambito, spicca l’Azienda Agricola Bertinelli, la prima ad aver ottenuto la certificazione «superkosher» dall’ente ortodosso ebraico per il Parmigiano Reggiano e che, da qualche settimana, può fregiarsi pure della certificazione Halal.
«Stiamo parlando di requisiti fondamentali, che possono consentire alle nostre imprese di posizionare i rispettivi prodotti d’eccellenza su mercati estremamente interessanti» ha spiegato Nicola Bertinelli, che da pochi giorni ha assunto la carica di presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
«I mercati esteri – ha proseguito Bertinelli – costituiscono una grandissima opportunità, ma per conquistarli occorre avere tutte le carte in regola: in primo luogo dobbiamo dare la possibilità, a determinate categorie di consumatori, di assaporare specialità dal gusto inconfondibile, ma al tempo stesso pure rispettose di quelle che sono le normative islamiche in materia di cibo».
Giovanni Delle Donne, responsabile della promozione e dell'internazionalizzazione di Federalimentare, sottolinea che il progetto ha riscontrato grande interesse presso le imprese alimentari italiane partendo nel 2013 con 413 aziende e arrivando a quota 1.031 partecipanti a fine 2016. E’ stata anche riscontrata una correlazione diretta tra possesso di una certificazione religiosa e incremento del fatturato: il 62% delle aziende coinvolte nel progetto ha dichiarato un incremento di fatturato nei mercati in cui già operava.
Il 64% delle aziende ha successivamente potuto approcciare nuovi mercati grazie all’acquisizione di certificazioni religiose.
Paesi chiave, in particolare, sono la Francia per i prodotti alimentari italiani con certificazione halal, e gli Usa per i prodotti alimentare italiani con certificazione kosher.