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Libri

Sangue al Palio, il ritorno di De Pedris

Il libro sarà presentato all'Euro Torri

di Claudio Rinaldi -

17 aprile 2017, 12:42

Sangue al Palio, il ritorno di De Pedris

Mercoledì alle 18 alla libreria Mondadori dell’Euro Torri sarà presentato il nuovo romanzo di Riccardo Pedraneschi “Finimondo. La seconda inchiesta del commissario De Pedris”.

Il 16 agosto, da qualche secolo a questa parte, Siena si ferma per il Palio dell’Assunta. Senesi purosangue e contradaioli d’adozione tornano in città, se per qualsiasi motivo hanno dovuto allontanarsi. Idem per il Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano. Il dogma vale per il gran giorno della carriera, ma anche per quelli che lo precedono: dal momento dell’estrazione dei cavalli (tre giorni prima della corsa sul tufo), non si parla d’altro. Si vive per il Palio.
Il commissario De Pedris, questa volta, si trova a dover dare la caccia all’assassino di una bella ragazza di 22 anni, trovata sgozzata nel suo appartamento. Luigi De Pedris è il personaggio inventato da Riccardo Pedraneschi, ingegnere parmigiano con il pallino della narrativa. E con il cuore diviso tra la nostra città, dov’è nato e dove vive, e Siena (nella “Nobil Contrada del Bruco”, per l’esattezza), dove si rifugia appena ha un paio di giorni liberi. Già dal titolo del romanzo d’esordio, uscito nel 2016 (“Il mistero della Pallacorda. La prima inchiesta del commissario De Pedris”) era chiaro che Pedraneschi sapeva bene che il commissario avrebbe continuato a fargli prudere i polpastrelli. Il successo di vendite ha accorciato i tempi della seconda storia. Ed ecco “Finimondo”. Siamo ancora a Siena: tra vicolo della Pallacorda e vicolo di Finimondo c’è il cuore della città. Piazza del Campo è più o meno a metà strada. In più, questa volta il lettore si trova direttamente “dentro” il Palio. La storia si svolge in pochi giorni, dal 13 al 20 agosto 2014. L’indagine, gli interrogatori, le intuizioni del commissario e degli investigatori della sua “squadra” si intrecciano con le prove in Piazza, le voci sul “mercato” dei fantini, i pronostici che si rincorrono di vicolo in vicolo.
Sullo sfondo della storia il vero protagonista del libro è il Palio, e soprattutto la passione con cui lo vivono i senesi. Non è senese di nascita ma competente, documentatissimo e rapito dal fascino delle contrade anche il commissario De Pedris, che ha molti aspetti in comune con l’autore. A cominciare dai gusti calcistici: ama il Toro e odia la Juve. Come già nella prima storia, i campioni del Grande Torino, morti nello schianto di Superga, rivivono nel libro sotto forma di angeli custodi. Tengono compagnia al commissario, intervengono per dispensare consigli, a volte fanno perfino i birichini (spiandolo durante una notte infuocata con un’amica molto intima, e commentando la “performance” la mattina dopo).
A loro Pedraneschi affida la descrizione della magia del Palio: «Ci affascina tanto, poiché vediamo nell’unione che si crea nelle contrade, tra persone di più generazioni e di diversi strati sociali, la stessa magia che si respira nelle tifoserie: è bello vedere uno di fianco all’altro e accomunati dalla medesima passione, un facoltoso professionista e un povero disoccupato, piuttosto che un bimbo di otto anni e un anziano di novanta».
Il pallone, altra grande passione di Pedraneschi, è molto presente nel libro. Dall’omaggio a un eroe granata come Luigi Meroni all’affettuosa presa per i fondelli di un protagonista bianconero sfortunato come Giancarlo Alessandrelli: promettentissimo portiere classe 1952, ebbe la sfortuna di imbattersi nella straordinaria e infinita carriera di Dino Zoff (che in undici stagioni con la Vecchia Signora non saltò una sola partita di campionato!). Per quattro tornei – 120 partite – Alessandrelli restò in panchina e fu ribattezzato “radiolina”. Finché un giorno, all’ultima partita del campionato 1978-79, il Trap lo mandò in campo a 33 minuti dalla fine. La Juve stava vincendo 2-0 con l’Avellino. Zoff uscì tra gli applausi. Alessandrelli prima esultò per il 3-0, e poi subì, uno dopo l’altro, tre gol. 3-3 finale, con più che comprensibile disperazione del portiere.
Nulla a che vedere con la disperazione del Leocorno, dopo quel Palio dell’agosto 2014. Vinse la Civetta, la contrada nemica. La peggior cosa che potesse mai accadere, per un vero contradaiolo.

Finimondo. La seconda inchiesta del commissario De Pedris
di Riccardo Pedraneschi
Edizioni il Leccio, pag. 190, euro 12