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AMBIENTE

«Salviamo il Ceno dai liquami»: la zona tappezzata di cartelli

Al via la campagna organizzata da «Il Popolo del Fiume» contro l'inquinamento

di Giuseppe Labellarte -

18 aprile 2017, 23:50

«Salviamo il Ceno dai liquami»: la zona tappezzata di cartelli

L’associazione culturale, composta da volontari da tutta la provincia, ha creato una serie di cartelloni per sensibilizzare i cittadini sulla pratica dello sversamento di liquami. Altra battaglia condotta dal Popolo del Fiume è quella contro la creazione della centrale idroelettrica al mulino di Golaso. Il lancio della campagna anti sversamenti, patrocinata dalla Provincia di Parma, segue l’incontro dello scorso settembre a Varsi dove i rappresentanti delle amministrazioni comunali interessate, di Arpae Fidenza, Legambiente e Provincia hanno discusso riguardo le cause a cui le attività di sversamento sarebbero da attribuire. Come spiega il segretario dell’associazione «Il Popolo del Fiume» Fabio Dall’Aglio: «Oltre alle eventuali negligenze da parte degli allevatori, è emerso che le leggi odierne, che regolano i tempi ed i luoghi dove poter distribuire i liquami in eccesso, non tengono conto delle realtà locali e delle diverse caratteristiche territoriali e produttive delle zone dove vengono applicate. Un’efficace attività di prevenzione non può dunque essere avviata senza la collaborazione fra tutte le parti in causa, non ultimi i cittadini come noi. Un altro tema importante emerso dal dibattito è stato quello riguardante il progetto della centrale idroelettrica in località mulino di Golaso. Il sindaco di Varsi, sostenitore del progetto insieme alla ditta appaltatrice, ne ha esplicato le ragioni economiche e legislative, in parte dovute a una programmazione di norme Europee riguardo le energie “rinnovabili”. D’altro canto le associazione ambientaliste presenti hanno illustrato i danni sulla biodiversità del fiume, denunciando, in caso di costruzione, un impatto ambientale così devastante da mettere a repentaglio la sopravvivenza di alcune specie di fauna ittica (barbo e barbo canino) e di avifauna (occhione), già inserite nelle liste rosse sia nazionali che mondiali.

La portata di acqua del fiume Ceno, già esigua a causa dei cambiamenti climatici, è inoltre messa a dura prova dalle altre due centrali idroelettriche recentemente costruite lungo il suo corso nel Comune di Bardi ed in località Masanti, rischiando in inverno il congelamento totale delle acque e nella stagione estiva il calo della riduzione della portata al di sotto del deflusso minimo vitale nei tratti di convogliamento ed intubazione.

L’associazione Il Popolo del Fiume ha poi incontrato nuovamente il presidente della Provincia Filippo Frittelli, che ha esortato i cittadini al monitoraggio ed alla segnalazione costante dei fenomeni di sversamento, incoraggiando l’attività di prevenzione mediante controlli annuali effettuati nelle zone interessate e sottolineando il piano di intervento mediante le istituzioni preposte con sanzioni e quant’altro».