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EDITORIALE

Eliseo: sarà una sfida tra due outsider

di Paolo Ferrandi -

24 aprile 2017, 20:09

Eliseo: sarà una sfida tra due outsider

Ieri sera in Francia c'è stato un terremoto. Un terremoto politico e annunciato da mesi dai sondaggi, ma pur sempre un terremoto. A contendersi il 7 maggio la poltrona dell'Eliseo, nella più imperiale repubblica presidenziale del mondo, saranno Emmanuel Macron, l'enfant prodige ex socialista, che pochi mesi fa non aveva nemmeno un partito e Marine Le Pen che, invece, il partito lo ha ereditato dal padre Jean-Marie, ma che lo ha profondamente cambiato rendendolo presentabile - e votabile - anche a chi non è nostalgico della piccola Francia pétainista di Vichy, quella spazzata via dal generale Charles De Gaulle.
Due outsider, dunque, si combatteranno per la presidenza della Repubblica. I rappresentanti dei due partiti tradizionali, il Partito socialista e i Républicains, ennesima trasformazione dei gollisti, sono rimasti fuori. E se nessuno avrebbe scommesso un euro sul socialista Benoît Hamon, troppo a sinistra e allo stesso tempo troppo compromesso dal disastro mediatico della presidenza di François Hollande, la caduta del gollista François Fillon, anche se preconizzata dai sondaggi, è stata clamorosa. Solo pochi mesi fa Fillon era il favorito sull'onda lunga elettorale dei Républicains che erano andati molto bene nelle ultime elezioni avendo approfittato della debolezza dei socialisti di Hollande. E' bastato uno scandalo di stipendi da assistente parlamentare dati alla moglie e alle figlie per affondare Fillon. Uno scandalo simile, per dire, ha toccato Marine Le Pen, ma senza toglierle voti.
Ora sia Hamon che Fillon danno indicazioni di voto per Macron che dovrebbe avere partita facile, come da sempre predetto dai sondaggi, anche senza l'appoggio di Jean-Luc Mélenchon i cui elettori, però, difficilmente voteranno la Le Pen.
Ma non siamo nel 2002, quando a sorpresa Jean-Marie Le Pen riuscì ad arrivare al ballottaggio e fu sconfitto da Jacques Chirac con una valanga di voti dopo l'appoggio di Lionel Jospin, il primo ministro uscente socialista. Questa volta Macron i voti dovrà conquistarli uno a uno perché Marine Le Pen è molto più abile del padre. Ma il 39enne ex ministro del Lavoro ha un profilo abbastanza centrista per fare il pieno dei voti gollisti senza perdere quelli dei socialisti.
pferrandi@gazzettadiparma.net