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mafia

Aemilia: una "squadra" di quattro Pm per l'appello

Dda chiede sentire chi ha indagato su dichiarazioni di Giglio

27 aprile 2017, 20:43

Aemilia: una

Una squadra di quattro magistrati a rappresentare l’accusa nell’appello, al via domani a Bologna per 60 imputati, dei riti abbreviati del processo di 'ndrangheta 'Aemilià. In appoggio ai due sostituti procuratori generali Umberto Palma e Nicola Proto saranno infatti affiancati i due pm che hanno seguito per la Dda l’inchiesta e il primo grado di giudizio, Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, che hanno chiesto e ottenuto l’applicazione.
Il processo davanti al Gup Francesca Zavaglia si era concluso il 22 aprile 2016 con 58 condanne su 71 imputati, con pene fino a 15 anni. Agli appelli dei difensori dei condannati si aggiungono 17 impugnazioni totali o parziali da parte della Dda. Tra queste ci sono i casi dei politici Giuseppe Pagliani, consigliere comunale Fi a Reggio Emilia assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e Giovanni Paolo Bernini, ex assessore Pdl a Parma, prosciolto per prescrizione della corruzione elettorale.
I pm Ronchi e Mescolini hanno chiesto inoltre di riaprire l'istruttoria dibattimentale, chiedendo di ascoltare come testimoni alcuni ufficiali di polizia giudiziaria che hanno indagato per cercare riscontri a quanto raccontato da Giuseppe Giglio, imprenditore condannato in primo grado a 12 anni e divenuto collaboratore di giustizia ad abbreviato in corso. Proprio le dichiarazioni di Giglio, sentito in fase di indagini e anche nel dibattimento in corso a Reggio Emilia per altri 150 imputati, sono gli 'elementi nuovì su cui si fonda la richiesta dei Pm, di rinnovazione dell’istruttoria e di partecipazione al processo. La Procura ha poi presentato motivi aggiunti di appello sulle posizioni di alcuni imputati, tra cui Giulio Giglio, fratello di Giuseppe e difeso dall’avvocato Fausto Bruzzese: a fronte di una richiesta di 15 anni e otto mesi, aveva avuto una condanna a quattro anni dal Gup. Secondo l'appello dei Pm, il suo ruolo sarebbe stato sottovalutato.
Per tutti l’appuntamento è domani alle 9 in piazza dei Tribunali, dove ha sede la Corte di Appello. Importanti le misure di sicurezza approntate, con divieto di parcheggio nella piazza, e controlli con scanner e metal detector per chi entra. Per le parti coinvolte in 'Aemilià sarà dedicato un accesso, con un ulteriore controllo davanti alla porta dell’aula Bachelet. Sono già 50 le udienze fissate, fino a settembre, a porte chiuse.