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CESENA

Muore dopo il pranzo di Pasqua, il ristorante: "Nessuna correlazione con il sushi, le materie prime sono certificate"

Sushiko interviene sul caso della morte della 33enne di Gatteo morta 5 giorni dopo il pranzo a base di sushi

28 aprile 2017, 18:10

Muore dopo il pranzo di Pasqua, il ristorante:

Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause della morte di una 33enne, che si era sentita male dopo un pranzo in un ristorante nel Cesenate. Sushiko, catena di cui fa parte il ristorante in questione, sottolinea che non c'è correlazione fra il consumo di sushi e il decesso e che le materie prime dei suoi locali sono "selezionate, certificate, tracciabili". 

«La Direzione del Consorzio titolare del marchio Sushiko nega decisamente qualsiasi correlazione fra l’asserita consumazione di sushi e il decesso. Vale la pena di ricordare che la donna era affetta da una grave forma di asma e che il decesso potrebbe essere stato causato da qualsiasi cibo al quale la stessa era allergica». Lo afferma il direttore generale Ferruccio Ansaldi in un comunicato «in relazione alla notizia relativa al decesso della giovane donna marocchina avvenuto all’ospedale di Cesena dopo il pranzo pasquale presso il ristorante di Savignano sul Rubicone».
«Tutte le materie prime che i nostri ristoranti somministrano - aggiunge - sono selezionate, certificate, tracciabili e provengono dai più importanti rivenditori di pesce nazionali. I quali già al ricevimento delle materie prime effettuano sulle stesse un primo rigoroso controllo. Ogni nostro ristorante, di nuovissima generazione, è dotato di abbattitori certificati. La catena del freddo è pienamente rispettata in ogni singolo step del processo anche grazie alla qualificata collaborazione di Havi Logistics, leader internazionale del settore». «Il giorno di Pasqua 400 nostri clienti, intere famiglie con i bambini, hanno pranzato e cenato al ristorante di Savignano - spiega -. Nessuno ha lamentato alcunché. In un anno i nostri ristoranti somministrano cinque milioni di pasti, i clienti sono in aumento, il che equivale a un riconoscimento della nostra politica sulla qualità del prodotto. Sulla quale centinaia di accertamenti delle varie Asl e dei Nas dal 2009 a oggi non hanno mai sollevato contestazioni, così come è successo a Savignano subito dopo Pasqua. E’ per tutti questi motivi che intendiamo rivolgerci ai nostri clienti di sempre e dire loro che possono continuare a venire tranquillamente nei nostri ristoranti, così come hanno sempre fatto».