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Collecchio

Tesoreria accentrata Parmalat-Lactalis, i consulenti del cda: "Nessun danno per il gruppo"

Il 29 maggio l'assemblea per valutare l'eventuale azione di responsabilità verso il vecchio cda. Oggi quella su bilancio e collegio sindacale

28 aprile 2017, 17:09

Escludono un danno per Parmalat i consulenti ingaggiati dal consiglio di amministrazione del gruppo di Collecchio per valutare se sussistano i presupposti per promuovere l’azione di responsabilità verso il vecchio Cda, che ha stipulato il contratto di tesoreria accentrata (cash pooling) con Lactalis.
«A nostro parere, il contratto di cash pooling non ha procurato alcun danno a Parmalat», afferma il professore Paolo Gualtieri, uno dei consulenti del Cda, secondo quanto riportato in una nota della società. Il collegio sindacale di Parmalat, in risposta a una denuncia del fondo Amber, aveva invece individuato nel cash pooling un danno di 4,3 milioni di euro per il gruppo italiano a favore della controllante Lactalis, invitando il cda a valutare le azioni opportune da intraprendere verso i vecchi amministratori. 

Il consiglio d'amministrazione di Parmalat ha convocato per il prossimo 29 maggio l’assemblea, per valutare l’eventuale proposizione dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori in carica negli esercizi 2011-2012 (quando è stato sottoscritto con Lactalis il contratto di cash pooling). «Tenuto conto delle conclusioni contenute nella Relazione del Collegio sindacale ex art. 2408, secondo comma», che contestava ai vecchi amministratori un danno di 4,3 milioni di euro in relazione alla gestione della tesoreria accentrata «e del fatto che il 31 maggio prossimo decorrerà il termine di prescrizione per l’eventuale assunzione di provvedimenti nei confronti di taluni amministratori in carica alla data di vigenza del cash pooling, il Consiglio - dice una nota del gruppo di Collecchio - ha deliberato di convocare l’assemblea degli azionisti per il giorno 29 maggio». 

AMBER ATTACCA: "ESTERREFATTI CHE IL CDA SPENDA PER CRITICARE I SINDACI". «Ciò che lascia davvero esterrefatti è che Parmalat, invece, di fare tesoro degli accertamenti e delle indicazioni provenienti dal massimo organo di controllo e di formulare le proprie richieste risarcitorie nei confronti dei soggetti che hanno scientemente danneggiato la società e, in primis, di Lactalis, sta utilizzando risorse e consulenti della società per censurare il lavoro svolto dal collegio sindacale». Lo ha detto il rappresentante di Amber, Luciano Castelli, intervenendo nell’assemblea di Parmalat.
Il fondo Amber, alla luce della relazione del collegio sindacale di Parmalat sul cash pooling, stima che il danno cagionato al gruppo di Collecchio sia compreso tra 3,6 e 10,1 milioni di euro. «Ebbene, il fatto che la società, a distanza di un così considerevole lasso di tempo» dalle indagini della Guardia di Finanza «non abbia posto in essere alcuna attività per ottenere il risarcimento del danno patito lascia attoniti».
Il cda di Parmalat ha nominato dei propri consulenti per valutare le conclusioni dei sindaci. Il lavoro degli advisor giunge alla conclusione che il cash pooling non sarebbe stato dannoso per Parmalat.

OGGI L'ASSEMBLEA PER IL BILANCIO E IL COLLEGIO SINDACALE. Ha preso il via l’assemblea di Parmalat chiamata, tra l’altro, ad approvare il bilancio e a nominare il collegio sindacale. In assemblea Lactalis si è presentata con l’89,63% del capitale mentre l’unico azionista con una quota superiore al 3% del capitale è il fondo Amber, presente in assemblea con il 3,865% del capitale. Dalla lettura dei primi venti azionisti presenti in assemblea, chiesta da un socio, risulta che i fondi Gabelli detengono circa l’1,1% del capitale.