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Il portavoce di al-Sisi: "Col Papa non si è parlato di Regeni"

La messa al Cairo: "Meglio non credenti che ipocriti"

29 aprile 2017, 18:03

Il portavoce di al-Sisi:

«Ciò che è stato esaminato in questo incontro è quello che è stato pubblicato ieri nel comunicato ufficiale della presidenza": lo ha dichiarato all’ANSA il portavoce della presidenza egiziana, ambasciatore Alaa Youssef, rispondendo alla domanda se nel colloquio tra papa Francesco e il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi al Cairo sia stato affrontato il caso di Giulio Regeni.
Il comunicato emesso ieri dalla presidenza non cita mai Regeni nè questioni italiane.

Questa mattina, intanto, Papa Bergoglio ha celebrato la la messa al Cairo, nell’Air Defense Stadium. «Per Dio è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!. Non serve riempire i luoghi di culto se i nostri cuori sono svuotati del timore di Dio e della sua presenza - ha affermato -, non serve pregare se la nostra preghiera rivolta a Dio non si trasforma in amore rivolto al fratello, non serve tanta religiosità se non è animata da tanta fede e da tanta carità; non serve curare l'apparenza, perchè Dio guarda l’anima e il cuore e detesta l'ipocrisia». 

«Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perchè l’unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui!». Lo ha esclamato papa Francesco durante la messa per la comunità copto cattolico, nello Stadio dell’Aeronautica al Cairo.

«La vera fede - ha detto il Papa - è quella che ci rende più caritatevoli, più misericordiosi, più onesti e più umani; è quella che anima i cuori per portarli ad amare tutti gratuitamente, senza distinzione e senza preferenze; è quella che ci porta a vedere nell’altro non un nemico da sconfiggere, ma un fratello da amare, da servire e da aiutare; è quella che ci porta a diffondere, a difendere e a vivere la cultura dell’incontro, del dialogo, del rispetto e della fratellanza; ci porta al coraggio di perdonare chi ci offende, di dare una mano a chi è caduto; a vestire chi è nudo, a sfamare l’affamato, a visitare il carcerato, ad aiutare l'orfano, a dr da bere all’assetato, a soccorrere l’anziano e il bisognoso».
«La vera fede - ha aggiunto Francesco - è quella che ci porta a proteggere i diritti degli altri, con la stessa forza e con lo stesso entusiasmo con cui difendiamo i nostri».
«Non abbiate paura di amare tutti, amici e nemici - è stata la sua esortazione ai fedeli -, perchè nell’amore vissuto sta la forza e il tesoro del credente!».