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INCIDENTE

Gli amici sotto choc per la morte di Andrea: "Endurista dal cuore generoso"

30 aprile 2017, 07:03

Gli amici sotto choc per la morte di Andrea:

Bianca Maria Sarti

Un tragico incidente, si è verificato intorno mezzogiorno lungo la strada per Neviano, già teatro in passato di scontri mortali.

In corrispondenza dell’ampia curva che precede il bivio per località Gabbiola e il ponte delle due Termine, un 42enne di Parma, Andrea Ardenti Morini residente a Parma, viaggiava da Traversetolo in direzione Neviano a bordo di una moto Honda Transalp da enduro stradale, quando improvvisamente ha perso il controllo del mezzo uscendo di strada.

Per una tragica fatalità dalla parte opposta, in una piazzola di sosta a margine della strada, si trovava, fermo, un autoarticolato che trasportava un mezzo agricolo.

La moto è scivolata tagliando la carreggiata opposta e schiantandosi contro la parte anteriore dell’autoarticolato in sosta. Lì, a terra, è rimasto il corpo dell’uomo privo di coscienza, mentre la moto ha proseguito per qualche altro metro lungo la traiettoria per finire in un fosso poco distante, di fronte al torrente Termina.

Tempestivi i soccorsi dei militi della Croce Azzurra di Traversetolo, che hanno tentato per lungo tempo e con tutte le forze di rianimare il motociclista, allertando anche l’elisoccorso da Parma, atterrato in un prato accanto alla strada.

Uno sforzo disperato per scacciare la morte, cui si è aggiunto un dispiegamento massiccio di forze tra Vigili della Polizia Municipale e Vigili del Fuoco, ma non è bastato, purtroppo, a riportare in vita l’uomo il cui decesso è stato costatato poco dopo. Il traffico, interrotto temporaneamente per consentire ai soccorritori e alle forze dell’ordine di operare, è ripreso regolarmente intorno alle 13.

Sette anni fa, nell’agosto 2010, a poca distanza dal punto in cui il motociclista parmigiano ha perso la vita ieri mattina, si era verificato un altro incidente fatale, rimasto indelebile nella memoria dei traversetolesi: Cristiano Costoncelli, titolare della «Trattoria di mare» e padre di tre figli, era morto mentre viaggiava a bordo della sua moto a seguito dello schianto con una cisterna per il trasporto del siero del latte.

Anche il 42enne parmigiano morto nello schianto di ieri mattina lascia la moglie e una figlia adolescente.

Il ritratto della vittima

Chiara Pozzati

Non una semplice passione. Piuttosto una filosofia, uno stile di vita. Amava solcare infiniti sterrati Andrea Ardenti Morini. Tutto con la sua fidata “cavalcatura”. Anche ieri quando l’asfalto l’ha tradito durante l’ennesima gita fuoriporta.

Endurista dall’animo generoso, il 42enne ha sempre messo al primo posto la famiglia. «Adorava la figlia Alice e la moglie Francesca – racconta chi lo conosce da sempre –. Era molto legato anche al padre, al fratello Gino, alla cognata Giorgia e alla nipote Bianca. Al focolare aggiungeva le avventure in sella alle moto».

Ardenti Morini amava i viaggi off-road estremi, «ma sempre in sicurezza – assicura ancora un amico -. Oltre ad essere molto coscienzioso ed esperto, era soprattutto rispettoso dell’ambiente. Amava far parte della natura, ma senza stravolgerla». Ecco perché partecipava a tour organizzati “eco-sostenibili” da un capo all’altro del Belpaese, ma anche fuori dai confini italiani.

Uno slalom tra montagnole, arbusti, rocce, quando il due ruote diventa indomabile e si gioca tutto sui nervi saldi.

Andrea era un attivissimo componente del «Cer», il Coordinamento escursionisti su ruote. Partecipava regolarmente alle riunioni dove si parlava di trasferte e si scherzava con piacere, spesso anche attorno ad una tavola imbandita. Ieri la terribile notizia è rimbalzata sul gruppo di Whatsapp del Cer: tanti i messaggi di incredulità e di affetto per l'amico che non c'è più.

Immobiliarista, Andrea gestiva il patrimonio di famiglia e si occupava di investimenti finanziari. «Apprezzava anche la montagna – si rincorrono le voci degli amici -. Da ragazzino frequentava lo Sci club di Schia e tuttora aveva una casa lì. Una base d’appoggio più che una semplice un’abitazione di villeggiatura, per poter partecipare ai viaggi sul nostro Appennino».

Difficile resistere al mix fra adrenalina e cime, ma per il 42enne contava soprattutto il calore di casa: «Era legatissimo alla figlia adolescente Alice: era la sua principessa». E in tanti lo ricordano nella parrocchia dello Spirito Santo al fianco della ragazzina, allora una bimba, che frequentava catechismo. «E’ una tragedia, una vera tragedia» bisbigliano i dirimpettai di via Traversetolo dove la notizia ha scosso tutti. Di fronte a quella villetta felice fino a poche ore prima, il tempo sembra sospeso. Sono in tanti a stringersi attorno alla moglie Francesca Bocchi e alla figlia Alice in questo momento di dolore cieco.

In primis i molti colleghi di lei, agente di polizia municipale a Torrile, il volto amico per molti ragazzini che attraversano la strada per recarsi a scuola. Una sicurezza per i grandi. E gli agenti glissano con garbo le domande: le parole si fanno piccole piccole di fronte alla realtà.

Nel frattempo è ancora tutto da decifrare l’accaduto, «si sa solo che lui era fuori per una gita fra enduristi, era insieme a due amici. Di questi uno lo conosceva da sempre».

Andrea dal cuore generoso, Andrea sempre disponibile, in prima linea per aiutare chiunque si facesse avanti. «Era l’anima della compagnia, ma non aveva sete d’attenzione – assicurano ancora gli amici -. La sua disinvoltura era una dote naturale: era solare con tutti. Ma mai invadente. Ecco perché quanto è accaduto fa così male».

Ardenti Morini era fiero della sua Honda Transalp, acquistata di recente, l’ultimo gioiello della sua scuderia: «Stava già progettando nuovi viaggi e avventure. Ancora non ci sembra vero».

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