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traversetolo

Allevamento di capre colpito dalla brucellosi

di Bianca Maria Sarti -

05 maggio 2017, 00:00

Allevamento di capre colpito dalla brucellosi

Un allevamento di capre a Vignale di Traversetolo è risultato positivo al test della brucellosi, una malattia infettiva che può diffondersi ad altri animali e anche all’uomo. I carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità hanno lavorato, insieme al Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl, per isolare l’allevamento e scongiurare in via definitiva il rischio di contagio, precludendo anche la diffusione commerciale dei prodotti. Oggi il problema, comparso nelle scorse settimane, è stato completamente risolto e l’allevamento è stato risanato.
La brucellosi è stata individuata nel corso di uno dei controlli periodici che l’Ausl effettua negli allevamenti. Da lì è scattata la procedura di risanamento, come prevede la norma, ovvero l’abbattimento di tutti i capi e i test per verificare l’eventualità di un contagio ad altri animali o all’uomo: entrambe le ipotesi sono state escluse a seguito di test specifici. La malattia, dunque, era circoscritta all’allevamento: un capo non controllato all’origine potrebbe aver generato il problema, fortunatamente intercettato per tempo. Ora il proprietario, italiano di origini calabresi, insieme ai conduttori dell’allevamento, di origine extracomunitaria, risponderanno al Nas che, insieme all’Ausl, procederà con una valutazione dei fatti sotto il profilo penale: le indagini sono ancora in corso. Nel frattempo l’allevamento resterà chiuso e potrà riaprire in futuro, qualora ricorrano le condizioni gestionali.
Quello degli ovini nella provincia di Parma è un settore più complesso da controllare, perché spesso si tratta di piccoli allevamenti di capre e pecore, anche con pochissimi capi o comunque attività marginali e residuali, talvolta gestite con approssimazione. In questo caso, trattandosi di un allevamento industriale, la verifica dell’Ausl avviene ogni due anni e ha consentito di prevenire la diffusione della malattia; mentre negli allevamenti familiari, per l’autoconsumo, i controlli sono effettuati ogni quattro anni.
Il problema igienico sanitario non sembra essere l’unico dell’azienda: riguardo gli immobili dell’allevamento, infatti, sono in corso verifiche da parte del Comune sugli aspetti edilizi.
Nel frattempo, il sindaco Simone Dall’Orto esprime soddisfazione per l’operazione: «Mi complimento con i carabinieri del Nas e con il Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl per il tempestivo intervento che ha scongiurato il rischio di contagio – ha detto il primo cittadino –. Come massima autorità per l’igiene pubblica ho ottemperato da subito alle ordinanze sollecitate dall’Ausl, con le quali ho autorizzato l’abbattimento dei capi infetti».