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ciclismo

Due corridori italiani sono positivi alla vigilia del Giro

Sono del team Bardiani, che li ha subito sospesi. Domani (venerdì) parte il 100° Giro d'Italia. Passa da Parma il 19

04 maggio 2017, 23:37

Due corridori italiani  sono positivi alla vigilia del Giro

Due corridori del Team Bardiani, al via domani al Giro d’Italia n.100, sono risultati positivi in controlli antidoping a sorpresa effettuati dall’Uci il 25 e 26 aprile scorso, e immediatamente sospesi. Si tratta di Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi. I due  sono stati subito allontanati dalla  stessa Bardiani.

Il Pro Cycling Team Bardiani-CSF ha comunicato «la propria intenzione di procedere con l’immediato allontanamento dei corridori dalla squadra presente al Giro d’Italia e la loro sospensione da qualsiasi attività, in conformità con le disposizioni della stessa UCI», si legge in una nota appena diffusa.  «Qualora le controanalisi confermassero la positività degli atleti - prosegue la nota - la società sportiva procederà ad immediato licenziamento, come previsto dal proprio regolamento interno, già sottoscritto da tutti i corridori del team, riservandosi la possibilità di ulteriori azioni al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri sponsor».
«Siamo assolutamente scioccati dalla notizia - è la prima reazione di Bruno e Roberto Reverberi, manager del team - Attendiamo i risultati degli ulteriori accertamenti previsti dal regolamento antidoping e ribadiamo con assoluta fermezza l'intenzione di salvaguardare i valori che il nostro progetto sportivo ha portato avanti in questi anni».

 

L’Unione ciclistica internazionale informa che i test avrebbero evidenziato la presenza di ormoni. Anche la squadra, una delle 22 ammesse al Giro e tutta composta da italiani, rischia a sua volta un sanzione non appena la vicenda finirà all’esame della Commissione Disciplinare.

Intanto la Sardegna, vestita di rosa per l'occasione, è pronta ad accogliere per tre giorni la carovana del Giro d’Italia. Da Alghero a Cagliari, con arrivi di tappa a Olbia (venerdì), Tortolì, in Ogliastra (sabato) e, appunto, nel capoluogo domenica, per celebrare l’edizione del centenario: 3.614 chilometri in 21 tappe, dalla città catalana a Milano, dove il 28 maggio verrà consegnata alla maglia rosa il Trofeo "Senza fine». Passaggio da Parma, nella tappa numero 13, da Reggio Emilia a Tortona.  Lungo la “via Emilia” fino a Piacenza con un percorso sempre rettilineo.

 Per il 100/o Giro gli organizzatori di Rcs Sport-La Gazzetta dello Sport hanno voluto fare le cose in grande, stilando un percorso completo che tocca 15 regioni e coinvolge, oltre alla Sardegna - dove il Giro arriva per la terza volta (dopo il 1991 e 2007) - anche la Sicilia. Le isole, rispettivamente, di Fabio Aru e Vincenzo Nibali. Ma se il padrone di casa, purtroppo, è il grande assente del Giro, a causa dell’infortunio al ginocchio subito il 7 aprile durante un allenamento in Spagna, il campione in carica punta a vincere il suo terzo Giro in carriera, passando, nelle fasi iniziali della corsa, proprio nella sua Messina.
Un Giro funestato anche dalla notizia della tragica morte di Michele Scarponi, che sarebbe dovuto essere il capitano dell’Astana al posto di Aru e che per decisione del team, non sarà sostituito. E proprio una delle tappe più attese di montagna, la salita del Mortirolo, sarà dedicata a Scarponi, così come la cerimonia d’apertura di questa sera, nel porto di Alghero davanti a migliaia di appassionati, ha riservato un momento toccante quando sul palco è salita, per prima, la squadra dell’Astana. «Sono sicuro che la mia squadra saprà onorare la memoria di Michele», ha detto Fabio Aru, ricordando l'amico tra gli applausi commossi del pubblico e di tutti i corridori.
Tra i favoriti non ci sono solo Nibali e Quintana: per il Giro numero 100 sono in tanti a voler indossare la maglia rosa a Milano. Due le crono individuali - una finale - quattro arrivi in salita, a cominciare dalla quarta tappa, che si concluderà sull'Etna. Dopo aver attraversato Calabria, Basilicata, Puglia, la carovana rosa salirà a nord dal versante jonico, poi adriatico, per spostarsi al centro e onorare Gino Bartali (con una partenza dal suo paese, Ponte a Ema). Passaggio anche a Castellania, la città natale di Fausto Coppi.
Gli ultimi giorni saranno probabilmente decisivi per la vittoria finale. Dopo l’ultimo giorno di riposo, il 22 maggio, Mortirolo, Stelvio e Umbrail attendono i corridori nella tappa "regina», per poi affrontare Aprica, Tonale e Giovo nella Tirano-Canazei del 24 maggio. A seguire, il tappone dolomitico con Pordoi, Valparola, Gardena e Pinei che probabilmente delineerà meglio la classifica generale prima dell’ultimo arrivo in salita a Piancavallo (19/a tappa). Sul Monte Grappa e poco prima dell’arrivo di Asiago gli ultimi due Gran premi della montagna.
Domani si parte, dunque, dal centro di Alghero, ore 12.10. Ventidue squadre e 197 corridori al via, di 32 nazionalità diverse, ma la maggioranza è italiana, con 45 ciclisti. Prima tappa mediamente mossa, caratterizzata da una lunga sequenza di saliscendi che si sviluppa sulla costa settentrionale dell’isola. Tre i GPM: a Multeddu, Trinità d’Agultu e San Pantaleo (frazione di Olbia), a meno di 20 km dall’arrivo; una salita di circa 5 km e finale ancora ondulato sino a Olbia.