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economia

Ganazzoli (Barilla): "Si importa per necessità di qualità"

04 maggio 2017, 21:13

«L'Italia è deficitaria per circa due milioni di tonnellate, per il trenta per cento dei propri fabbisogni. Quindi c'è un tema quantitativo e anche qualitativo. Oggi l’importazione viene fatta mediamente per necessità di qualità». Lo ha detto il responsabile acquisti nel mondo del gruppo Barilla, Luigi Ganazzoli, rispondendo a chi gli chiedeva se stipulare contratti di coltivazione con gli agricoltori italiani, come Barilla ha fatto oggi a Foggia, possa servire ad arginare l’importazione di grano dall’estero. A margine della presentazione dall’accordo, Ganazzoli ha spiegato che «la produzione italiana ha mediamente il dodici per cento di proteine, l’importazione il quindici per cento. Quindi lo sviluppare contratti di coltivazione mirati alla qualità, a varietà specifiche, controllate, a tecniche di coltivazione sempre più avanzate, con strumenti decisionali che mettiamo a disposizione per ottimizzare la semina e la fertilizzazione, portano qualità». «Barilla - ha sottolineato - è qui per comprare più grano nazionale possibile, però con una qualità idonea per produrre la nostra pasta che, per il sessanta per cento, viene esportata».
«I contratti di coltivazione - ha rilevato - sono uno strumento formidabile per l’agricoltura, perchè consentono di avere una pianificazione della produzione in anticipo, con i quantitativi e i prezzi. Quindi consentono di gestire l’azienda agricola sapendo che c'è un cliente che paga un prezzo equo, che riconosce un margine, che garantisce liquidità». «La novità - ha rilevato - è che questo diventa un impegno triennale da parte di Barilla, il che consente anche una pianificazione di lungo periodo per fare investimenti in mezzi tecnici e competenze, e anche per accedere ai contributi che vengono dati a livello governativo».
«Da un lato, quindi - ha concluso- questo strumento assicura all’industria la qualità, e dall’altro all’agricoltura assicura un cliente che dà una remunerazione positiva e, in questi momenti di prezzi molto depressi, significativamente superiore ai prezzi di mercato».