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LE NOSTRE INIZIATIVE

Le buone botteghe di Parma: è nata la guida utile e pratica

L'autrice Errica Tamani: «Una raccolta di indirizzi significativi per ogni categoria»

di Mara Varoli -

05 maggio 2017, 16:02

Le buone botteghe di Parma: è nata la guida utile e pratica

C'era una volta e c'è ancora oggi, quell'occhio di vetrina, da cui fuoriescono nuvole di profumi. Che stimolano l'acquolina fino all'ora di pranzo. C'era e c'è la bottega, con il bancone ricco di ogni ben di dio, i salumi appesi, i vini in «cantina». E con il «commesso» di fiducia che sa consigliare, mentre si segna sul notes l'elenco della spesa. Panetterie, drogherie, macellerie, pasticcerie, pollerie, pescherie, ortofrutta, pasta fresca e torrefazioni della città, dal centro alla periferia, ognuno con le proprie chicche: tutto questo è racchiuso nella pratica e utile «Guida alle buone botteghe di Parma 2017» di Errica Tamani, in vendita da domani con la «Gazzetta di Parma», a 10 euro più il prezzo del quotidiano. Una guida di servizio per i turisti ma ottima per i parmigiani, per coloro che vogliono scoprire i luoghi delle specialità.

«Un libro che la Gazzetta ha inserito volentieri nell'offerta editoriale - ha sottolineato l'amministratore delegato Matteo Montan alla presentazione del volume al «T-Cafè» -. Da sempre ci occupiamo di food e delle eccellenze del territorio. Lo facciamo sul giornale, sul sito e sulla televisione, ultimamente con la nuova trasmissione "Il cuoco perfetto" che sta avendo un grande successo. Tante poi le recensioni dei ristoranti e le pagine di "Gusto" e "Gusto light". Fino a questa guida dedicata alle botteghe, di taglio nuovo e ben fatta. Un bel prodotto grazie anche all'ufficio marketing della Gazzetta di Parma Sabrina Schianchi».

«E' nella nostra vocazione occuparci di food - ha aggiunto il direttore Michele Brambilla -. Le botteghe sono antichissime, come spiega nella guida Giancarlo Gonizzi: da come sono fatte le botteghe si capisce il popolo e la città. E fa piacere che ci sia un ritorno: le botteghe trovano spazio accanto alla grande distribuzione, che mantiene i suoi vantaggi. Così come la bottega conserva i propri vantaggi, tra cui il rapporto umano: il bottegaio conosce tutti i clienti e le loro esigenze. Alla fine, se la televisione non ha ucciso la radio e se le automobili non hanno ucciso le biciclette, fa piacere che anche i grandi magazzini e le botteghe non si annullino a vicenda. E questa guida rappresenta una delle tante iniziative che ci tengono legate alla città». Una guida che naturalmente si è focalizzata su un gruppo di prescelti, così come era nell'intento dell'autrice: «La guida alle buone botteghe di Parma è nata dalla mia passione - ha spiegato Errica Tamani -. Una raccolta di indirizzi più significativi per ogni categoria merceologica: dal dolce al salato. E con un finale dedicato ai mercatini, che presentano i prodotti della campagna e che sono molto importanti per chi non può muoversi dal proprio quartiere. Volevo che fosse una guida utile e tascabile, per cui ho inserito anche gli orari settimanali dei mercatini, mentre per ogni bottega ho voluto segnalare tre chicche. La mia intenzione era quella di raccogliere le insegne più significative, per dare così l'opportunità ai lettori di scoprire queste botteghe in tutta la città e per avere precise indicazioni per poter acquistare le specialità». E sull'auspicato ritorno della bottega? «Il recupero c'è - conferma l'autrice -, ma è molto legato alla selezione di prodotti che mostrano una ricerca alle spalle. Anche perché è la qualità che la gente vuole trovare. Botteghe gestite da famiglie storiche e da giovani intraprendenti: non c'è improvvisazione, piuttosto c'è uno studio dietro». Gli sponsor hanno capito lo spirito dell'iniziativa: «Valserena», tenuta di Gainago dei marchesi Serra, per un parmigiano reggiano da latte di sola bruna italiana; i Salumi di Massimo e Luciano Spigaroli, da sempre i sapori di una volta (Antica Corte Pallavicina); «Upstream», il salmone di Claudio Cerati. «Un salmone nato da 14 anni di ricerca - ha ricordato Daniele Rossetti, marketing Upstream - per aver un salmone naturale, cresciuto in mare aperto nelle isole Faer Oer. Un prodotto che certo non è tipico del nostro territorio, ma che viene affumicato, secondo la ricetta del signor Cerati, con il legno di faggio del monte Caio». La «piccola» di Casa Spigaroli, Benedetta, ha invece ricordato il contributo fondamentale che la sua famiglia ha riservato al Culatello per farlo conoscere in Italia e nel mondo. E magari anche questa guida contribuirà a far conoscere le nostre botteghe e i prodotti di qualità oltre confine.