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TORINO

Tangenti: tradita da telefonata a marito, condannata donna

Dava 500 euro mese a dipendente Comune per avere clienti

08 maggio 2017, 19:10

(ANSA) - TORINO, 8 MAG - Tradita da una telefonata al marito: è stato un "lungo sfogo" fatto al cellulare a convincere i giudici della Corte d'appello di Torino della colpevolezza di Anna P., 52 anni, imprenditrice, e a condannarla a un anno e quattro mesi di carcere per corruzione. La donna, titolare di un'azienda che si occupa di arte funeraria, era accusata di avere versato con regolarità tangenti per 500 euro al mese - tra il 2009 e il 2010 - a Riccardo E., dipendente dei Servizi cimiteriali del Comune di Torino, per ottenere della clientela. In primo grado era stata assolta. L'accusa è stata sostenuta dal pg Gianfranco Colace. Decisiva - come si legge nelle motivazioni della sentenza - è stata una telefonata intercettata dagli investigatori tra la donna e il marito. Nella conversazione l'imprenditrice, "agitata e irritata tanto da balbettare per la rabbia", si lamentava perché il funzionario, nonostante le mance, "non solo era venuto meno all'impegno, ma aveva inviato un cliente alla concorrenza". "500 euro al mese a 'sto bastardo - diceva - che se ne vada al diavolo". Al processo di primo grado la donna aveva affermato di avere inventato un giro di tangenti perché non voleva fare sapere al marito che effettuava molte donazioni alle associazioni animaliste. Una spiegazione che i giudici hanno definito "assolutamente illogica" e "intrinsecamente non credibile". Riccardo E. è stato condannato alla stessa pena. (ANSA).

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