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ROMA

Moro: Maria Fida, io e mio figlio disertiamo celebrazioni

Mio padre non è stato vittima del terrorismo? Applicare legge

09 maggio 2017, 19:10

(ANSA) - ROMA, 9 MAG -"Ecco l'ennesimo terribile 9 maggio. Ho un'annotazione ed un quesito. Mio figlio ed io diserteremo ogni celebrazione ufficiale fino a quando non sarà applicata correttamente e pienamente la legge 206 del 3 agosto 2004 in favore delle vittime del terrorismo ANCHE per mio padre Aldo Moro. Quale sia la valenza di questa disapplicazione non è noto. Mio padre non è vittima? Oppure non è vittima del terrorismo? Il che aprirebbe scenari apocalittici. Giro il quesito a chi di dovere". È quanto scrive in una nota Maria Fida Moro, primogenita di Aldo Moro. La Moro si riferisce alla applicazione anche a lei e alla sua famiglia della legge sui familiari delle vittime del terrorismo. "Ad ogni modo seguirò tutte le trafile giuridiche che portino all'applicazione della stessa legge 206 e - se sarà necessario - mi rivolgerò alla Corte Europea dei Diritti Umani, perché mio padre è stato pesantemente discriminato, e quindi all'Aja, perché il terrorismo è equiparato alla guerra e mio padre è vittima di un crimine di guerra".

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