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Filctem-Cgil: “Un sistema che rischia la compromissione totale del servizio sanitario”

10 maggio 2017, 19:12

Filctem-Cgil: “Un sistema che rischia la compromissione totale del servizio sanitario”

FILCTEM-CGIL interviene con un comunicato: “UN SISTEMA CHE RISCHIA LA COMPROMISSIONE COMPLETA DEL SERVIZIO SANITARIO”

E’ sufficiente riprendere i documenti del recente convegno (3 maggio) di Perugia organizzato dalla Filctem-Cgil, per dire che tutto quanto discusso in quella sede, si è riversato completamente nei fatti di Parma che stanno coinvolgendo, proprio in queste ore, aziende farmaceutiche, medici professionisti, dirigenti ministeriali, servizio sanitario pubblico e cittadini/pazienti ignari come vittime.
“Un sistema che – denuncia la Filctem-Cgil - sta rischiando la compromissione completa del servizio sanitario, a causa del mancato rispetto della legislazione vigente e dei controlli, irrispettoso del carattere etico che dovrebbe rappresentare il carattere predominante in questo importante settore della politica industriale”.
Eccole allora le dichiarazioni eloquenti del 3 maggio al convegno che partiva dal ruolo determinante dell’informazione scientifica:
“Negli ultimi anni l’industria farmaceutica nazionale si è contraddistinta per la tenuta e la capacità di sostenere la crescita, tanto da essere una delle poche certezze per il nostro paese. Tutto ciò è assolutamente necessario che sia accompagnato dal rispetto dei diritti dei lavoratori e delle leggi”, aveva così esordito nella sua relazione Sergio Cardinali, del Dipartimento chimico-farmaceutico Filctem-Cgil.
“L’attività di informazione scientifica del farmaco – aveva ricordato Cardinali - è normata per legge, proprio a garanzia del Servizio Sanitario Nazionale e dei cittadini; ma, con il diffondersi di delibere regionali, di singole USL e aziende ospedaliere si stanno di fatto inserendo criteri nuovi, alcuni dei quali al limite della legalità, oltre a non essere rispettosi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, creando di fatto una pericolosa deregolamentazione del sistema”. “Tutto questo – aggiungeva - avviene nel momento in cui affiorano fatti illeciti tra aziende farmaceutiche e professionisti compiacenti che aumentano i costi del Servizio Sanitario Nazionale a scapito della salute dei cittadini, proprio mentre la discussione sulla necessità ed efficacia dei vaccini diventano – purtroppo - solo argomento di scontro politico”.
“Noi non abbiamo dubbi: la Filctem-Cgil intende valorizzare la natura etica del rapporto tra l'informatore scientifico del farmaco e il medico, e chi è deputato al controllo rischia di rendersi colpevole di quello che accade”, aveva concluso Cardinali.

“La figura dell'informatore scientifico del farmaco è al crocevia del delicato rapporto tra industria di produzione farmaceutica, funzione del Servizio Sanitario Nazionale e utenti”, è quanto aveva detto Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, concludendo il convegno.
“E' sbagliato pensare - aveva aggiunto Miceli - che un settore ad alto valore aggiunto come quello della farmaceutica possa inserire gli informatori scientifici del farmaco nei contratti Enasarco, al pari di venditori e piazzisti. Una brutta direzione quella che si sta profilando”. “La buona sanità dunque – aveva concluso il segretario – passa soprattutto da una concezione non mercantile dell'informatore. Da qui la nostra attenzione, poiché è il punto di partenza di una politica della salute che si deve sottrarre alla pura e semplice contrazione dei costi, per divenire buona prassi”.