Sei in Archivio

milano

Belen in Tribunale pro Corona: "Era sempre fissato con i contanti"

L'ira dell'ex re dei paparazzi che sbatte i pugni sul tavolo prima della deposione della soubrette

11 maggio 2017, 17:11

Belen in Tribunale pro Corona:

Belen Rodrigez è arrivata al Tribunale di Milano per testimoniare al processo a carico di Fabrizio Corona per la vicenda del 2,6 milioni di euro in contanti ritrovati in parte in Austria, in parte nel controsoffitto della sua collaboratrice Francesca Persi (anche lei imputata). Questa mattina all’arrivo della Rodriguez, che indossa una maglietta bianca, dei jeans e delle scarpe rosse, una folla di fotografi, cameramen e giornalisti.
La showgirl è stata citata come teste, davanti al collegio presieduto da Guido Salvini, dalla difesa dell’ex "re dei paparazzi" per deporre sulla disponibilità di denaro contante dell’ex agente fotografico negli anni 2008-2012, ossia anche nel periodo in cui i due hanno avuto una relazione.
Tanto che lo stesso Corona, seguendo la sua linea difensiva, in dichiarazioni spontanee in una delle scorse udienze aveva raccontato che quei 1,7 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto venivano «tutti da serate, campagne pubblicitarie e lavoro e li ho fatti tra il 2008 e il 2012». E, in particolare, «li ho fatti nel 2009 - ha aggiunto - quando con Belen Rodriguez siamo diventati una coppia mediatica eccezionale, come Bonnie e Clyde eravamo, tutto quello che toccavamo diventava oro».

Fabrizio Corona è il signore delle buste di contanti, se Fabrizio non aveva una busta con 10 mila euro nella tasca della giacca non era tranquillo, lui era fissato con i contanti, usava sempre le buste anche al ristorante, ogni volta che salivo in macchina c'erano buste". Così, sul tracciato della linea difensiva, Belen ha raccontato la quantità di denaro che arrivava in mano "cash" al suo ex fidanzato. La showgirl, tra l'altro, dopo aver riservato sguardi, sorrisi e saluti con una mano all'ex agente fotografico, prima e dopo la deposizione, ha anche detto che nel periodo in cui avevano un relazione, tra il 2009 e il 2012, "eravamo ben pagati tutti e due, eravamo una coppia esplosiva". Ha iniziato la testimonianza dicendo di essere "molto agitata" e poi si è anche un po' commossa quando ha raccontato che "anche Fabrizio ogni tanto crollava, perché aveva paurissima che lo venissero a prendere per portarlo dentro".

«L'ho visto bene». Ha risposto Belen sulle condizioni di Corona, dopo avere testimoniato a Milano nel processo a carico dell’ex agente fotografico per i 2,6 milioni di euro ritrovati in parte in Austria, in parte nel controsoffitto della sua collaboratrice Francesca Persi, anche lei imputata. A chi le chiede se Corona, presente in aula durante la sua deposizione, "ce la farà" a uscire da questa situazione (l'ex paparazzo è in carcere dall’ottobre scorso), lei risponde: «Lo spero». Sui soldi in contanti al centro dell’indagine, la Rodriguez non commenta. «Ho già spiegato in aula», conclude. Poco dopo, rivolgendosi ai cronisti e ai fotografi che continuavano a presidiare l’uscita del Palazzo di Giustizia, ha detto irritata: «Non capite proprio che uno possa essere provato».

"Questo è un processo basato sui pregiudizi. Un generale della Gdf diceva al bar "per quel coglione di Corona prendiamo la chiave e la buttiamo via" prima del mio arresto. Dovrebbero indagare su questo». Così Fabrizio Corona, prima della deposizione di Belen Rodriguez, è "esploso", e non per la prima volta, sbattendo i pugni sul banco nel processo milanese che lo vede imputato.
Il presidente del collegio Guido Salvini lo ha subito ripreso dicendogli: «Corona la ammonisco, non continui e non si faccia espellere». Poco prima un teste, citato dalla difesa, aveva detto di aver sentito a fine settembre, prima che Corona venisse arrestato, alcune persone, «dei finanzieri», discutere nel suo "bar di famiglia» del fatto che «a giorni l’avrebbero arrestato», riferendosi a Corona e «dicendo anche che era un "buffone", un "pagliaccio"». L’ex agente fotografico è intervenuto: «Era un generale della Gdf con 2 colleghi e il teste lo conosce, qua non ha il coraggio di dirlo, lo capisco». «Ho sentito queste persone della Gdf che dicevano che sapevano che andavano ad arrestare Fabrizio - ha detto il testimone - erano in borghese, non le conoscevo, non sono mai più tornate nel mio bar, dicevano 'qualcuno gliela farà pagarè e hanno fatto anche un riferimento all’Austria». Il testimone, che Corona ha definito «un amico mio, uno mio fan, si veste come me», ha raccontato, poi, di essere andato in ufficio quel giorno dall’ex "re dei paparazzi" per riferirgli quello che aveva sentito e lui «ha chiamato subito il suo avvocato, ma non è scappato».
Il pm Alessandra Dolci ha fatto notare che il teste all’inizio della sua deposizione «ha mentito dicendo che aveva sentito quel discorso in un bar del centro e poi ha detto di averlo sentito nel suo bar di famiglia». Sbattendo i pugni ha detto che la Procura «dovrebbe indagare su questo, su Sculli», il calciatore da cui avrebbe subito una tentata estorsione e su «Favoloso», il compagno dell’ex moglie Nina Moric che, a suo dire, avrebbe piazzato una bomba carta sotto casa sua il 15 agosto scorso.
Favoloso verrà ascoltato nell’udienza del 23 maggio, quando si chiuderà l’esame dei testi della difesa e il dibattimento (poi gli interventi delle parti). Prima un’udienza il 16 maggio con altri testi della difesa.