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Dublino, arte e birre nella capitale allegra

James Joyce la descrive come un luogo triste e cupo: nulla di più falso. La città invece offre una grande vivacità culturale. E serate piene di vita

di Chiara De Carli -

15 maggio 2017, 21:31

Dublino, arte e birre nella capitale allegra

Alzi la mano chi non ha mai letto almeno uno dei racconti che compongono «Dubliners», il volume scritto ad inizio novecento da James Joyce. Dublino è una città «marrone», dove è triste vivere e persino la gente è un po’ di quel colore: una bocciatura su tutta la linea, insomma. E chi non ha mai scelto come meta di viaggio la capitale della Repubblica d’Irlanda sulla scorta di una lettura dei tempi della scuola, non sa cosa si perde. Un secolo dopo, infatti, della triste Dublino raccontata da Joyce non sembra davvero esistere più traccia: colto lo «spunto» della chiusura del libro del suo più grande letterato, ha saputo rilanciarsi tanto da essere inserita nel 2016 tra le 10 migliori città da visitare dalla «Lonely Planet».

PERCORSI TRA BIRRE E LIBRI

E, in effetti, Dublino è una città che si lascia scoprire facilmente anche da chi la visita per la prima volta «guidando» il turista con percorsi tematici che si immergono nella millenaria storia della città, o aprendosi con allegria a rilassanti passeggiate senza meta fino alle rive del fiume Liffey. Un primo, e divertente, giro conoscitivo della città si può fare passando di pub in pub per gustare le birre prodotte da birrifici e microbirrifici locali e chiacchierare con gli avventori come i «veri» irlandesi, affinando così l’orecchio sullo stretto accento parlato dai locali. In questo caso, non può mancare una visita alla «Guinness Storehouse», aperta tutti i giorni della settimana dalle 9,30 alle 19: ad ogni piano dell’edificio corrisponde una diversa esperienza di avvicinamento alla birra e dall’ultimo si gode una spettacolare vista sulla città. Horror e atmosfere vittoriane, invece, sulla «pista» di Bram Stoker, il creatore di Dracula. Al numero 15 di Marino Crescent, nel sobborgo costiero di Clontarf, si trova la casa di famiglia in stile georgiano e, appena dietro l’angolo, già il marketing fa la sua parte con il «Bram’s Café» in cui il titolare, Jimmy Bowler, è pronto a rispondere alle domande degli avventori sul «vicino di casa». Anche il Castello di Dublino ha un legame con lo scrittore e, probabilmente, fu proprio questo maniero ad ispirare la descrizione della dimora del vampiro visto che Stoker lavorò qui per anni come funzionario pubblico e, nella sua vita, non visitò mai la Romania.

IL MUSEO NAZIONALE

L’ultima tappa è nella Chiesa di St. Ann di Dawson Street dove Stoker sposò il 4 dicembre 1878 Florence Balcombe, ex fidanzata di Oscar Wilde, ma se si allunga la strada fino al «Dublin Writers Museum» si può concludere il percorso scoprendo gli ultimi trecento anni di letteratura irlandese. Dublino è però soprattutto arte, cultura e storia, e per averne un panorama completo il National Museum of Ireland è semplicemente da non perdere. Quattro le aree tematiche in quattro edifici ugualmente spettacolari di cui tre si trovano a Dublino: l’archeologia è in Kildare Street, la sezione dedicata alla storia e alle arti figurative si trova negli spazi dell’ex caserma militare dedicata al patriota irlandese Michael Collins. Qui si conserva il gran sigillo dello Stato Libero d’Iranda («Séala Mor do Shaorstát Éireann»).

L'OSPEDALE PER LE BAMBOLE

Esemplari di animali di tutto il mondo sono infine esposti nell’edificio dedicato alla Storia Naturale che affaccia su Merrion Square. 13.000 opere d’arte, sono invece raccolte nella National Gallery, luogo del cuore di George Bernard Shaw che nelle sue 54 gallerie ospita, tra gli altri, opere di Caravaggio, Picasso, Tiziano, Tintoretto, Goya, Velazquez e Turner. Ma sono tantissime le piccole e grandi collezioni che si possono ammirare a Dublino: dalle bambole di pezza, che al Townhouse Powerscourt trovano anche un «ospedale» per le riparazioni, all’arte moderna, e quasi tutti gli spazi sono ad ingresso gratuito e spesso con esposizioni particolarmente originali. La Hugh Lane Gallery, ad esempio, ospita la principale collezione pubblica di arte contemporanea in Irlanda e anche l’atelier originale di Francis Bacon, mentre il «The Little Museum of Dublin», ospitato in una tipica abitazione georgiana, racconta, attraverso pagine di giornale e fotografie appese alle pareti, 100 anni di storia della città. Insomma, Dublino è ogni volta una città da scoprire.

DA VEDERE
GLI EVENTI: UN'IDEA PER FARE FESTA UNA VOLTA AL MESE
A Dublino, ogni mese è buono per mettere in mostra, con grandi feste, le arti e i mestieri irlandesi. A fine gennaio è la musica folk ad essere protagonista con la Tradfest Temple Bar che fa tappa in straordinari luoghi di ritrovo tra cui anche il castello e il municipio.
All’inizio di marzo tutta l’attesa è per San Patrizio, quello che è certamente il giorno più importante per gli irlandesi, e strade, piazze e palazzi si colorano di verde per fare da cornice alla straordinaria «baldoria» fatta di musica, teatro, giochi, danze e, soprattutto, pinte di Guinness.
A maggio va in scena il Dublin Dance Festival, rinomato in tutto il mondo per l’alta qualità delle compagnie che si esibiscono insieme ai talenti irlandesi emergenti. Sei giorni di tour a piedi e visite dei pub anticipano invece il «Bloomsday Festival» che, quest’anno, cadrà il 16 giugno. Sempre giugno sarà il mese del «Dublin Pride» che culminerà nella folle parata in programma per il 24 giugno, preceduta da una settimana di eventi glamour. Costruzoni con i mattoncini più famosi del mondo, cultura e tecnologia saranno la base del «festival of curiosity» di fine luglio: divertentissimo per i bambini, appassionante per gli adulti.
Ad inizio luglio, invece, saranno in programma eventi dedicati agli appassionati di fotografia mentre il Marlay Park ospiterà band e dj irlandesi per il «Longitude Festival» e i migliori artisti di strada del mondo si esibiranno tra Merrion Square e Cork’s Fitzgerald Park. Agosto è il mese dello show equestre con i migliori cavalli in gara per quattro giorni.
Spettacoli ovunque, a settembre, per l’allegro e colorato Fringe Festival mentre il «nero» sarà protagonista del «Bram Stoker Festival» creato per celebrare il «papà» irlandese di Dracula e accompagnare i partecipanti fino alla notte di Halloween. E poi spazio agli appassionati di teatro, tra settembre e ottobre, con in scena le nuove opere di drammaturghi irlandesi e produzioni internazionali.
E nella città della birra non poteva non arrivare l’Oktoberfest: tra il 14 settembre e il 1 ottobre Dublino diventerà (anche) un angolo di Baviera.
E, per finire l’anno in allegria, il New Year’s Festival di Dublino trasforma per tre giorni la città: i luoghi più iconici si accendono, le strade si animano con numerosissimi eventi, molti dei quali completamente gratuiti. Da non perdere «Luminosity», uno spettacolo di giochi di luce assolutamente unico, e Fidget Feet, incredibile gruppo di danza aerea. E per il conto alla rovescia verso la mezzanotte? Al «Three Countdown Concert» star irlandesi e non suoneranno per festeggiare la fine del 2017 e l’inizio del 2018.