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politica

Congresso della Lega a Parma. Salvini: "Prima il Nord? Adesso prima gli italiani"

21 maggio 2017, 13:16

Congresso della Lega a Parma. Salvini:

Prima il Nord? «Prima gli italiani, in questo momento storico l’emergenza lavoro, sicurezza, futuro riguarda tutta Italia, quindi prima gli italiani. Per tutto: lavoro, case popolari, legittima difesa». Lo ha detto Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, parlando a Parma prima del suo intervento al congresso federale.

«L'avversario è Renzi e noi abbiamo le idee chiare: se qualcuno vuole fare una coalizione e vuole veramente vincere ci vuole un sistema elettorale maggioritario dove l’eletto è scelto dall’elettore e dove chi vince la sera del voto va a governare, chi vuole il proporzionale non vuole vincere e non vuole la coalizione». E’ questo il messaggio che Matteo Salvini ha lanciato agli alleati dal centrodestra al congresso della Lega Nord, in particolare a Berlusconi sul tema della legge elettorale.

«La nostra battaglia adesso è a livello nazionale, da nord a sud, tornerò a Palermo, all’Aquila, in Puglia e in Calabria, solo così l’Italia può vincere. Penso che l’Italia stia insieme se rispetta le sue identità e le sue diversità in senso federale: io sono federalista, non voglio dividere, ma voglio unire». Lo ha detto Matteo Salvini, segretario della Lega Nord al congresso federale di Parma.
«L'emergenza al nord, ma soprattutto al sud, è il lavoro. La Lega è il movimento del futuro, la Lega della speranza del lavoro di chi non vuole scappare all’estero. E quindi se Calabria e Sicilia hanno il 60% di disoccupazione giovanile, vuol dire che tutti gli altri da destra a sinistra hanno fallito. Bisogna esportare il buon governo di Lombardia, Veneto e Liguria a livello nazionale».

«Non vedo Berlusconi da 3-4 mesi, magari l’accordo lo troveremo: io almeno lavoro per questo. Però su tasse, rapporto con l’Europa, Turchia, immigrazione e legge Fornero non ci sono vie di mezzo possibili». E’ il messaggio lanciato da Matteo Salvini a Silvio Berlusconi dal congresso della Lega Nord.
Senza dimenticare la legge elettorale. «Ma gli dico anche: se vuoi la coalizione se vuoi davvero vincere l’unico sistema elettorale per farlo è il maggioritario». Sulle alleanze, invece "l'unico paletto è che chiunque stia governando e abbia retto il moccolo a Renzi, Boldrini e Alfano fino all’ultimo minuto non governerà con la Lega».
Infine anche una battuta sull'uscita pubblica di ieri del leader di Forza Italia: «Ho visto che si lancia sull'animalismo anche mio figlio ieri è andato al canile, ha portato a casa un cane e lo ha salvato, ma non ha fondato un partito».

«Mi fermo, non me ne vado. Dipende tutto dal programma, cambiando i programmi penso che ci sia ancora qualcosa da salvare». Così Umberto Bossi, arrivando al congresso federale della Lega Nord ha risposto a chi gli chiedeva se avrebbe annunciato la sua uscita dal movimento che ha fondato. 

Una parte della platea  ha contestato, durante il suo intervento, l’ex segretario Umberto Bossi.
Mentre stava osservando che alle primarie per l’elezione del segretario hanno votato poche persone, un gruppo ha cominciato a urlare 'Fuori, fuorì ed ha alzato dei cartelli con scritto 'Salvini premier'. Bossi ha così deciso di terminare il suo discorso. Un’altra parte della platea a quel punto ha invece applaudito e si è alzata in piedi.

"Io feci partire la Lega contro il centralismo e lì starò, io vado dove c'è da fare questa battaglia, se la Lega Nord diventa Lega sud non m'interessa, ma non ho abbandonato la speranza. Se vado via o non vado via è una cosa che hanno inventato i giornalisti. Non era mai capitato che votasse solo il 50% - ha detto Bossi -bisogna studiare il perchè, ci deve essere la voglia di partecipare, non possiamo rassegnarci. Io non tiro conclusioni, ma uno problemi principali è che ci preoccupiamo troppo del sud, al sud non gliene frega niente dell’immigrazione, perchè l'immigrazione sbarca al sud e poi viene al nord. Il sud ha bisogno di sviluppo, il nord non può dare più nessun aiuto, non ha neppure i soldi per badare a se stesso». 

«Io dico a Umberto Bossi: ti voglio bene, rimani in Lega, questa è la tua casa, perchè la Lega è immortale». Così Roberto Maroni, ex segretario della Lega e presidente della Regione Lombardia, si è rivolto, dal palco del congresso federale di Parma a Umberto Bossi.

«Dico a Umberto che questa è la sua famiglia, la sua casa e la sua comunità». Così Matteo Salvini dal palco del congresso federale della Lega Nord si è rivolto a Umberto Bossi, ricordando come 15 anni fa lo chiamasse a casa nel cuore della notte per insultarlo.
«Diceva che non capivo niente allora e coerentemente dice che non capisco niente adesso. Accetto il vaffanculo di Bossi, ma non di chi cerca di imitarlo senza aver fatto quello che ha fatto lui», dichiara Salvini.

«Io credo che la Lega debba continuare a essere il sindacato del nord, rappresentando interessi non ideologici». E’ il messaggio che Gianni Fava, assessore della Regione Lombardia e candidato alternativo a Matteo Salvini, sconfitto alle primarie di domenica scorsa, porterà al congresso federale della Lega.
«Salvini ha vinto - ha detto Fava - e io riconosco pienamente la sua vittoria. Rappresento il 20% e continuo a combattere perchè i nostri temi continuino a far parte della dialettica della Lega Nord».
Al congresso federale di Parma i 450 delegati saranno chiamati a ratificare l’esito delle consultazioni di domenica scorsa, confermando Matteo Salvini alla segreteria.

Durante il congresso si sono levati anche fischi e urla quando, dal palco del congresso federale della Lega Nord a Parma, sono state pronunciate le parole «indipendenza» e "secessione». E’ successo quando ha preso la parola Roberto Stefanazzi, varesino, sostenitore alle primarie di Gianni Fava, che ha ricordato lo storico obiettivo leghista dell’indipendenza e della secessione del nord: dalla platea, sia dei delegati, sia del pubblico, si sono levati fischi, ma anche fragorosi applausi.
Poco dopo ha preso la parola l’ex ministro ed ex eurodeputato Francesco Speroni: anch’egli ha ricordato gli obiettivi originali della Lega Nord, sia pure con toni più pacati di Stefanazzi, raccogliendo consensi dalla platea.