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Blue Whale, 20 segnalazioni in Emilia Romagna. La metà sono falsi allarmi

09 giugno 2017, 17:48

Blue Whale, 20 segnalazioni in Emilia Romagna. La metà sono falsi allarmi

Nelle ultime tre settimane sono una ventina le segnalazioni alla Polizia postale dell’Emilia-Romagna sul fenomeno del Blue Whale, la sfida social in 50 prove che spingerebbe gli adolescenti ad atti autolesionistici fino al suicidio. Tutte sono state controllate e una metà si sono rivelate falsi allarmi, mentre su una decina sono stati avviati approfondimenti, senza esiti preoccupanti.
Sulle segnalazioni approfondite, che hanno visto coinvolti ragazzi tra gli 11 e i 16 anni, è stata attivata la Procura per i Minorenni, perchè valuti l’intervento dei servizi sociali a tutela dei giovanissimi. «Invito tutti a non considerarlo un gioco - ha detto il dirigente della Postale emiliano-romagnola Geo Ceccaroli, in un incontro per fare il punto sul fenomeno - perchè significa sminuirne la portata. Bisogna sapere che ha un traino emulativo fortissimo, ma non si può creare una psicosi».
Il fenomeno, ha detto ancora Ceccaroli, «è un contenitore vuoto, un innesco per disagi giovanili che fa leva sulla fragilità adolescenziale». Per questo è molto importante puntare sulla prevenzione e sulla formazione. «La prima sentinella - ha spiegato - è la famiglia: i genitori devono prestare attenzione ai comportamenti dei loro figli, e insospettirsi e segnalare se diventano inconsueti, se si modifica il ritmo sonno-veglia, se ci sono forme di autolesionismo, se c'è disinteresse ad occuparsi delle cose abituali, se si abbassa il rendimento scolastico e infine se c'è un isolamento».
Per eventuali curatori e tutor, come vengono chiamati coloro che 'guidanò il minore, si ipotizza in teoria il reato di istigazione al suicidio, punibile da 5 a 12 anni se c'è effettivamente una morte. In questi casi la competenza è della Procura ordinaria. In un’unica occasione al momento sono state avviate verifiche in tal senso in regione.