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Mondo rosa e vincente

"Storie della buonanotte per bambine ribelli" di Elena Favilli e Francesca Cavallo

di Serena Faganello -

09 giugno 2017, 21:10

Mondo rosa e vincente

C’era una volta un’affascinante favola, lunga quanto le sorprendenti vite di cento rivoluzionarie antiprincipesse planetarie: pioniere sovversive ed eroine liberali, armate di autostima personale e autodeterminazione professionale, sempre controcorrente in un contesto famigliare e sociale di astioso maschilismo. Emancipate femministe d’antan: derise ostracizzate sminuite, spesso perfino oppresse e dimenticate. E avventurose contemporanee, forse un po’ più fortunate: ostacolate o bullizzate, ma cresciute in un milieu più dinamico e democratico. E tutte riunite, con spirito eversivo contro gli stereotipi di genere, in «Storie della buonanotte per bambine ribelli», sognante scrigno fiabesco dalla siderale copertina lunare e dall’interno trapunto di stelle scarlatte. Un caso editoriale da guinness dei primati: il libro inedito tra i più finanziati del crowdfunding; poiché, su Kickstarter, ha raccolto, in solo ventotto giorni, oltre un milione di dollari, provenienti da quasi tutto il globo.

L’avvincente antologia – corredata di variopinti ritratti delle tenaci protagoniste, disegnati da sessanta illustratrici di disparate nazionalità – da poco pubblicata negli Stati Uniti, ha già venduto quasi centomila copie nella versione originale americana ed è in corso di traduzione in varie lingue. Le artefici (donne, naturalmente) sono due imprenditrici italiane: inventrici di Timbuktu Labs - una media company, germogliata a San Francisco e inclusa in un incubatore di start-up della Silicon Valley – intenta a creare progetti digitali, ludici ed educativi, per pargoli di tutte le età, già diffusi in una settantina di Paesi. Insomma: un ingegnoso team di nostre eccellenze, scappate ahimè dal gerontocratico stivale e riparate nei più meritocratici States, per concretizzare un sogno di didattica comunicativa da self made woman: la giornalista Elena Favilli (con laurea in semiotica a Bologna e studi di digital media a Berkeley, in California) e l’autrice per l’infanzia Francesca Cavallo (anche regista teatrale ed esperta d’innovazione sociale). Ecco, allora, le straordinarie paladine dell’antisessismo, qui evocate, con una scrittura semplice (non sempre accurata), in ordine alfabetico (amichevolmente per nome, non formalmente per cognome) per spronare l’ardimentosa immaginazione femminile ancora in nuce: «Sognate più in grande, puntate più in altro, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi». Et voilà, qualche esempio di temerarie outsider - già bimbe ribelli, dalle successive sventure assai edulcorate - scelte random a spasso per secoli e pianeta: l’ammaliante ballerina cubana Alicia Alonso e le sue sinuose classiche movenze, nonostante l’afflizione di una parziale cecità; l’indomito pirata irlandese Grace O’Malley, dalla grinta marziale e dalla fulva criniera; l’informatica statunitense Margaret Hamilton e il suo tecnico contributo alla missione spaziale Apollo 11; l’attivista nera Rosa Parks e la sua risoluta opposizione al razzismo, seduta su un autobus in Alabama; la leggendaria imperatrice giapponese Jingu, vedova e incinta, ma ugualmente alla bellica conquista dell’aurea Corea; la cantante sudafricana Miriam Makeba e il suo inossidabile esilio anti apartheid. E poi le appassionate coeve: l’atipica Misty Copeland, unica étoile black dell’American Ballet Theatre; l’afgana Malala, il più giovane Nobel per la Pace, in difesa del diritto all’istruzione; la siriana Yusra Mardini, espatriata nuotatrice olimpica in gara, a Rio 2016, nella prima squadra internazionale di rifugiati; l’australiana Jessica Watson, adolescenziale velista in solitaria circumnavigazione oceanica; la surfista brasiliana Maya Gabeira e la sua verve carioca nel domare le onde, anche con le ossa rotte. Infine - tra chef medici musiciste giudici guerriere politiche pittrici scrittrici aviatrici scienziate sportive – spunta qualche distratta imprecisione biografica. La carismatica regina Hatshepsut: non fu affatto la prima sovrana egizia a regnare sul Nilo con il titolo di faraone. La scaltra stilista Coco Chanel: nonostante la formazione monastica, non cuciva, se non malvolentieri, ma tagliava magistralmente, plasmando il tessuto sul manichino. Eh, sì: sono alcuni dei sbadati inciampi da impetuose rebel girls. Forse ha ragione Sheryl Sandberg, la golden lady di Facebook, non inclusa in questo intelligente album muliebre: «Done is better than perfect», «Fatto è meglio di perfetto». Quindi: good night, baby!

Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo - Mondadori, pag. 224, euro 19,00