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IL TEST

Kodiaq, il grande Suv Skoda

Il segreto? Design, contenuti e soprattutto un rapporto qualità-prezzo imbattibile. Insomma, "simply clever"

di Lorenzo Centenari -

09 luglio 2017, 11:37

Kodiaq, il  grande Suv  Skoda

«Simply clever», mai slogan fu più indovinato. Cerchi un C-Suv di qualità a un prezzo onesto? Skoda Kodiaq, 4 metri e 70 di sopraffina ingegneria mitteleuropea. Cerchi spazio? Skoda Kodiaq, 5 o 7 posti e un bagagliaio che è una piazza d’armi (720 litri). Cerchi tecnologia? Skoda Kodiaq, un elenco di funzioni digitali (display da 8” a sfioramento) e di assistenza alla guida (Lane Keeping Assist, cruise control dinamico con stop&go) che di fatto anticipa la mobilità del futuro.

DAI TANK AL SUV...

La leggenda di una fabbrica di carrarmati dei primi del Novecento che a poco a poco si converte a brand di automobili di lusso, o quasi, trova nello sport utility più intelligente del proprio segmento la classica quadratura del cerchio. Kodiaq sublima in un prodotto solo i valori che il mercato chiede con più insistenza: design ricercato, da maxi-crosswagon ancor più che Suv in senso stretto, abitabilità a prova di genitori e figli amanti di hamburger e patate fritte, un tasso di elettronica che solo cinque o sei anni fa avresti trovato solo a bordo di prodotti premium. Soprattutto, una gamma di soluzioni geniali che alla lunga fanno la differenza tra un viaggio qualsiasi e un’esperienza di guida rigenerante.

MOLTO «CLEVER»

Sarà anche un palliativo, ma quanti di voi «inzuccano» il bordo della portiera contro ringhiere o - peggio ancora - la Mercedes del vicino? Bene: dall’allestimento Ambition in avanti, graffi e imprecazioni sono scongiurati da speciali protezioni in plastica che fuoriescono ad ogni «clack» della maniglia. E che dire della coppia di ombrellini nascosti sotto i pannelli porta, o della luce del vano di carico che all’occorrenza sganci dal supporto e utilizzi come torcia? Kodiaq è il patinato manifesto Skoda anche in virtù di un listino prezzi sostenibile: la gettonatissima 2.0 TDI due ruote motrici parte da 29.950 euro e monta di serie il DSG a 7 rapporti. Per fare un paragone «fratricida», a parità di equipaggiamento un’Audi Q5 (collega di piattaforma) costa circa il 30% in più, ed è pure meno lunga di una manciata di cm.

Il Suv che prende il nome da una sottospecie di orso bruno dell’Alaska è insomma un «macchinone» ma per nulla prepotente, un medio massimo che si fa largo senza tanti complimenti (anche in offroad, se provvisto di trazione 4x4) ma che conserva disciplina teutonica. Sia stilistica, sia meccanica. Il posto guida è largo, alto da terra e ben fornito di accessori: strumentazione, portabevande e fessure per ticket del parcheggio o del pedaggio sono tutti a portata di mano. Pellami, plastiche e altri materiali sordi e morbidi al tatto, luccicanti alla vista, gradevoli persino all’olfatto. Di «low cost», proprio non resta traccia. Quanto alla seconda fila di sedili, tre capelloni alti due metri non si scompigliano la messa in piega, né premono con le ginocchia contro la schiena degli inquilini anteriori.

COME VA

Una volta in movimento, del 2 litri TDI di origine Volkswagen da 150 Cv (ma esiste anche in formato 190 Cv) colpiscono sia il pescaggio della coppia ai bassi regimi, sia il grado di silenziosità. Leva del cambio in «D», una leggera pressione sul gas e l’«orso» della Repubblica Ceca avanza poderoso, ma felpato. Pesa 17 quintali, ma uno sterzo elettrico preciso e un telaio tonico lo tengono parallelo al suolo anche in curve prese alla garibaldina. Perché non «adottarne» un esemplare?