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LA PROVA

A spasso con la DS3 Cabrio

L'eccentrica francese si "scopre" coma la mitica DS21 e diventa più chic. Adesso c'è anche l'Active City Brake

di Lorenzo Centenari -

16 luglio 2017, 20:08

A spasso con la DS3 Cabrio

Così distanti, così parenti. DS3 Cabrio è arte moderna, elettronica avanzata, feeling di guida da sportiva senza peli sulla lingua. DS21 Cabriolet è design che seduce, tecnologia d’avanguardia, comfort di bordo presidenziale. Soltanto, declinati in salsa anni Sessanta. Il passato e il presente dell’artigianato automotive transalpino si alternano in un test drive intergenerazionale. Per portare in superficie un legame di sangue che ancor più che sul piano stilistico, risiede nella filosofia. Quella di uscire dagli schemi di massa.

PERSONALITA' FORTE

Presentata un anno fa sotto la Piramide del Louvre, DS3 Cabrio nuova edizione è già un’icona e non solo in patria. Oltre alla forte personalità, al piacere di guida e ovviamente al tetto in tela (apribile elettronicamente fino a 120 km/h), l’eccentrica scoperta del Gruppo Psa è oggi ancor più chic grazie ai nuovi dettagli sul frontale e a un equipaggiamento tecnologico ancor più completo (Active City Brake). Svelata per la prima volta al Salone dell’Auto di Parigi del 1959 su iniziativa della Carrosserie Henri Chapron (la stessa che aveva allestito la DS Presidentielle di De Gaulle e Pompidou), nel corso della sua lunga carriera Citroen DS21 ha a sua volta dato vita ad una delle più belle ed affascinanti.

GUIDA APPAGANTE

Prima il presente: ci accomodiamo al volante di una DS3 Cabrio PureTech 110 S&S EAT6, il 3 cilindri 1.2 turbo benzina sotto il cofano e l’automatico a 6 rapporti come ingranaggio di trasmissione. La guida è appagante: l’auto riprende a regimi bassi (205 Nm di coppia a 1.500 giri) e allunga fino a quota 5.500 giri, mentre il passo corto e il telaio tonico assicurano cambi di direzione repentini e orizzontali. Anche aperta, la DS3 mantiene i montanti e la cornice dei cristalli: non una cabriolet vera e propria. Piuttosto, una versione «targa». L’effetto vento tra i capelli è perciò abbastanza mitigato, almeno in prima fila. Ricevono più aria i passeggeri posteriori, anche tre. Per chi ama le sensazioni forti, DS3 Cabrio (prezzi a partire da 23.000 euro) esiste poi anche in formato 1.6 THP 165 Cv o 208 Cv (Performance). E per chi ama distinguersi, la piccola «dea» si declina in un prisma di undici tinte della carrozzeria, quattro colori per la capote, dieci per i gusci dei retrovisori, tredici infine per i cerchi in lega da 16”, 17” e 18”.

UN SALTO NEL PASSATO

Un salto carpiato all’indietro, ed eccoci a bordo di una DS21 Cabriolet del ‘64. In chiave comfort, dalle «nonne» le vetture moderne hanno molto da imparare: il sedile di guida ristora le terga come un divanetto da salotto buono, lo spazio abbonda e la visibilità è libera anche a capote (manuale) aperta. L’enorme volante è leggerissimo, mentre la leva del cambio «ad H» a 5 marce che esce dal piantone dello sterzo è ormai insolita, ma chiede appena qualche gesto prima di stabilire con voi un rapporto confidenziale.

Mossa da un 4 cilindri di 2.175 cc da 109 Cv, sufficienti anche a viaggiare sul filo dei 180 km/h, la progenitrice di DS3 Cabrio avanza molleggiata ma composta. Le sospensioni idropneumatiche generano il classico effetto materasso ad acqua: più saggio non affrontare le curve alla bersagliera (qui l’Esp è ancora una sigla sconosciuta), tuttavia la tenuta di strada è rassicurante. Così come la frenata: devi solo acquistare confidenza col pedale, dalla modulazione leggermente differente rispetto a un comando moderno. DS21 Cabriolet e DS3 Cabrio tornano alla propria vita quotidiana: l’una i raduni d’epoca, l’altra la mobilità cittadina di oggi e domani.