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POLITICA

Bersani: «Il Pd senza identità sta tirando la volata alla destra»

Il leader di Articolo Uno al circolo Inzani ha commentato le sconfitte elettorali

di Pierluigi Dallapina -

21 luglio 2017, 22:44

Bersani: «Il Pd senza identità sta tirando la volata alla destra»

Alcuni militanti di sinistra di lungo corso, appena lo vedono arrivare al circolo Inzani, gli gridano «w Bersani» e lui, l’ex presidente del Consiglio ora leader di Articolo Uno – Movimento democratici progressisti, strizza gli occhi in un sorriso largo e spontaneo.
Pierluigi Bersani sa che c’è una parte dell’elettorato di centrosinistra che lo adora, e forse anche per questo che ieri sera, nonostante il caldo e la data «balneare», il coordinamento di Parma di Articolo Uno è riuscito a radunare più di 120 persone.
Bersani non li ha delusi, sparando subito ad alzo zero, ma mantenendo quella pacatezza che lo contraddistingue, contro il Pd di Matteo Renzi, bollato come «un partito che ha perso l’orizzonte», una forza «con scarso profilo di identità, di un centrismo molto pallido e con delle proposte che poi finiscono per tirare la volata alla destra». Dura la critica mossa dall’ex segretario al suo ex partito, nel momento in cui il Pd promette di abbassare le tasse.
«Chi ha di più deve pagare di più e chi ha meno deve pagare di meno – taglia corto -. Se si fa una riduzione fiscale la si fa perché si trovano i soldi contro l’evasione o risparmiando le spese, non andando in deficit». E ancora, «questo modo di propagandare l’azione di governo non fa che preparare il terreno a chi ha il copyright di queste proposte, cioè la destra, che sta diventando anche regressiva e non liberale».
Attento tanto alle vicende nazionali quanto a quelle locali, Bersani non si sottrae a commentare l’ennesima sconfitta elettorale del centrosinistra alle amministrative di Parma. «Il Pd prende il 15 per cento qui, ma anche a Padova e a La Spezia dove aveva il 40 per cento. Nella mia provincia, che è quella di Piacenza, - fa notare - il centrosinistra governa 11 Comuni su 48, ne governava di più la sinistra ai tempi di Scelba. Quattro anni fa li governava quasi tutti. Il Pd ha portato il centrosinistra al disarmo. Poi una volta basta Pizzarotti e un’altra basta uno di destra, ma quando perdi ovunque non perdi per il merito degli altri, ma anche per il demerito tuo».

Su una possibile collaborazione con Pizzarotti a livello nazionale, si lascia andare ad un commento ecumenico. «Apriremo la discussione con tutti quelli che vogliono venire, ma non facciamo del politicismo, perché la gente ne ha piene le scatole».

Tornando a parlare dell’esperienza nazionale, paragona il nuovo centrosinistra ad un bambino che cresce in salute. «Siamo ancora alla fase nascente, però il bambino cresce, perché abbiamo toccato un nervo sensibilissimo. Non si può accettare che la destra riprenda piede in modo così facile, a partire dai territori. Bisogna fare un centrosinistra senza barriere, ma con le bandiere sui contenuti, che si chiamano lavoro, progressività fiscale, sanità universalistica. Sono i nostri principi che vanno messi in un programma adatto ai tempi, tenendoli alti. Stiamo organizzando un campo plurale, di stampo progressista».

Fra il pubblico, erano presenti diversi sostenitori di Mdp, come il coordinatore locale di Articolo Uno, Andrea Fellini, l’ex presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, l’ex consigliere regionale Roberto Garbi e l’ex assessore provinciale Manuela Moretti. Presenti, ma solo per un saluto a Bersani, anche i parlamentari Pd, Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini.