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agricoltura

Bertinelli: Parmigiano, il Ceta non è una minaccia

Intervista al presidente del Consorzio che commenta positivamente l'accordo raggiunto con il Canada e illustra le nuove strategie

di Cristian Calestani -

01 agosto 2017, 23:55

Bertinelli: Parmigiano, il Ceta non è una minaccia

«Il Ceta non è una minaccia per il Parmigiano Reggiano. Anzi prevede il raddoppio della quantità di formaggi europei esportabili in Canada e introduce una garanzia maggiore sulla tutela del termine Parmigiano Reggiano, mentre sarà necessario lavorare ancora sulla generica dicitura Parmesan». Questo il punto di vista di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, in merito al Ceta, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada.

«Il Consorzio del Parmigiano Reggiano - ha commentato Bertinelli - vede l’espansione delle vendite sui mercati internazionali come un passaggio strategico indispensabile per tutelare i redditi dei produttori. In particolare considera il Nord America tutto, Stati Uniti e Canada, come un’importante opportunità per il nostro formaggio, in quanto il consumatore nordamericano è ben disposto al consumo dei formaggi a pasta dura come il Parmigiano Reggiano. Ne sono conferma i dati di esportazione verso questi mercati nel 2016, con un incremento del 6,8% per gli Usa e addirittura un +20,2% per il Canada, che con 2.206,8 tonnellate esportate, pari al 4,8% delle esportazioni totali di Parmigiano Reggiano, è il quinto paese nella graduatoria tra gli importatori».

Poi il commento sull’intesa: «Il giudizio sul Ceta non può prescindere da questi andamenti, visto che l’accordo prevede il raddoppio della quantità di formaggi europei esportati in Canada. Inoltre, in seguito al Ceta, il termine Parmigiano Reggiano in Canada sarà di sola ed esclusiva proprietà del Consorzio. Una certa problematicità resta, invece, in merito al termine parmesan. Nonostante la nostra opposizione e dissenso, questo termine sarà, come è già ora, considerato generico per indicare una categoria di prodotto, alla stregua di “mozzarella”. Il Consorzio sostiene da sempre che questo genera confusione nella mente dei consumatori. Proprio per questo si è ottenuto che il parmesan prodotto in Canada innanzitutto non potrà entrare in Europa e, sul mercato canadese, non potrà essere abbinato a riferimenti che riconducono all’Italia (come ad esempio le bandiere tricolore o immagini di monumenti italiani), proprio per ridurre l’inganno per i consumatori canadesi».

Infine Bertinelli conclude: «Per quanto riguarda il Parmigiano, il Ceta non è una minaccia. Ovviamente dovremo lavorare ancora di più perché anche il termine generico “parmesan” in un futuro in Canada sia riferito solo al nostro prodotto. Non abbiamo competenze per giudicare come questo accordo di libero scambio, che tratta in un modo trasversale tutte le categorie commerciali, abbia riflessi su altri prodotti che non sono il Parmigiano Reggiano, ed a questo riguardo ci rimettiamo alle valutazioni delle autorità nazionali competenti».