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dramma

Ex fattorino di 65 anni trovato morto in casa

di Chiara Pozzati -

16 agosto 2017, 18:15

Ex fattorino di 65 anni trovato morto in casa

Morire da soli, nella città che non sempre vede. Morire in silenzio, a sessantacinque anni compiuti da pochi giorni. In un appartamento che riflette solitudine, a tratti disagio. E’ stato scoperto solo sabato, dopo oltre una settimana, il corpo senza vita di un ex fattorino oggi in pensione. E’ accaduto in via Galvani, laterale di via Abbeveratoia senza sbocchi.

Nessun giallo, nessuna inchiesta o pista da seguire, si è trattato di un decesso per cause naturali. Probabilmente frutto di un malore improvviso. Rimane però la desolazione di chi ha aperto il portone dell’abitazione e ha trovato i segni di un’esistenza non semplice.

Abiti sparsi ovunque e resti di cibo qua e là. Un frigorifero senza nemmeno la corrente elettrica attiva. Il pavimento del balcone che si affaccia sulla strada impastato di guano. L’immagine di una vita difficile che però stride coi racconti dei dirimpettai. Voci che lo descrivono come un uomo «assolutamente autonomo in tutto, che spesso incrociavi quando girava in bici per il quartiere».

O ancora «una persona tranquilla, molto gentile ma riservata». «Non è un dramma della solitudine. Io però non sono mai entrato in casa sua». «Solo? Forse lo era, diciamo che non ho ricordi di persone che andassero a trovarlo». Poche parole riferite di fronte al cancello o dal citofono, in una via semideserta. Un’infilata di tapparelle abbassate e palazzine vuote.

Tutti concordano su un aspetto: il 65enne abitava lì da sempre, coi genitori anziani che si sono spenti nell’arco degli anni. Niente moglie o figli, niente amici con cui scambiare quattro chiacchiere o prendersi un caffè in casa.

A trovarlo sono stati i vigili del fuoco, chiamati dai condomini per l’odore atroce e le macchie comparse sui muri. Così, nel bel mezzo di un opaco sabato d'agosto, gli uomini di via Chiavari sono approdati in via Galvani. Nessuna risposta, il telefono che squilla troppo a lungo e le zaffate inequivocabili hanno spinto i pompieri a spalancare la porta.

I poveri resti, già in stato di decomposizione, sono stati trovati subito, ecco perché è scattata la chiamata al 113. Gli agenti delle Volanti hanno passato ore nell’appartamento per ricostruire l’accaduto. E’ arrivata anche la polizia scientifica e, a ruota, il medico legale.

L’autopsia è di prassi, ma sulle cause della morte i dubbi si sono diradati subito. In un secondo tempo si sono materializzati anche i vigili urbani che si sono occupati dei delicati compiti burocratici che pure rimangono da sbrigare. Primo fra tutti rintracciare i parenti del pensionato. Questione non semplice, considerando che quelli più prossimi sono già venuti a mancare.

Una fine silenziosa

L'uomo era

deceduto da giorni

L'allarme dato

dai suoi vicini