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Appennino tosco-emiliano, ecco la guida al parco nazionale

Il direttore della grande area verde: «Volume ricco di contenuti e di facile lettura»

di Pierluigi Dallapina -

31 agosto 2017, 16:46

Appennino tosco-emiliano, ecco la guida al parco nazionale

Una terra di confine ricca di prodotti gustosi e paesaggi di inaspettata varietà e bellezza. Quello dell’Appennino tosco – emiliano è un parco nazionale esteso su 26 mila ettari, comprendente 16 Comuni, che merita di essere conosciuto, perché rappresenta una porta di ingresso su due mondi: la pianura da una parte e l’area tirrenica e mediterranea dall’altra.

Per aiutare il visitatore a capire cosa vedere, e come conoscere al meglio gli scorci di questo spicchio di territorio a cavallo fra l’Emilia e la Toscana, da sabato settembre sarà in edicola insieme alla Gazzetta di Parma la guida illustrata dedicata proprio al Parco nazionale dell’Appennino tosco – emiliano, al costo di 8,50 euro, più il prezzo del quotidiano.

Realizzata da Chiara Dazzi, che ha curato i testi e le grafiche, la guida si contraddistingue per semplicità di consultazione: ogni argomento viene spiegato ricorrendo a grandi disegni e a poche ma esaustive righe di testo. «Questa è una guida molto semplice e pragmatica, nata per il pubblico anglosassone. Vista la ricchezza di contenuti e la facilità di lettura, abbiamo pensato potesse essere apprezzata anche dagli italiani», spiega Giuseppe Vignali, direttore del parco nazionale dal 2008, quando l’incarico gli fu conferito dall’allora ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.

La guida è stata stampata in italiano (tremila copie) ed in inglese (mille copie), ed al suo interno si trovano notizie relative a dov’è il parco, perché vale la pena visitarlo, come muoversi al suo interno, quali attività offre ai visitatori, l’elenco dei centri visita, senza dimenticare un doveroso accenno alla storia di questi luoghi e al loro inesauribile patrimonio enogastronomico.

«L’Istituto nazionale di economia agraria ha condotto un’indagine sui parchi nazionali – fa notare Vignali – e ha scoperto che il nostro è quello più ricco di produzioni tipiche, intese come Dop, Igp e prodotti tradizionali. Infatti, nel parco si trovano ulivi, pascoli, castagneti e sono presenti sia la filiera del prosciutto di Parma che quella del Parmigiano Reggiano. Non vanno dimenticati il miele della Lunigiana e la produzione di vino, che ultimamente sta diventando sempre più importante».

Nella guida vengono poi elencate altre prelibatezze come i funghi, i testaroli, i panigacci, la torta di riso e la torta d’erbi, il castagnaccio e la zuppa di farro tipica della Garfagnana, a dimostrazione della ricchezza e diversità racchiusa entro i confini del parco.

«Quella del parco è una terra ricca perché è una terra di confine – aggiunge il direttore -. Queste montagne segnano il confine fra il clima mediterraneo e quello continentale, fra dove cade la neve e dove c’è il caldo, fra le zone in cui a tavola si usa l’olio e quelle in cui tradizionalmente si adoperava il burro».

Nel 2015 il parco nazionale è riuscito anche ad ottenere il riconoscimento di Riserva della biosfera da parte dell’Unesco. «I confini della Riserva – conclude Vignali - sono estesi 10 volte quelli del parco e comprendono una quarantina di comuni».