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CONVEGNO

Il futuro in agricoltura: riciclaregli scarti della produzione

di Luca Molinari -

01 settembre 2017, 22:48

In cucina (e in agricoltura) non si butta via niente. L’economia circolare, basata sul riutilizzo delle risorse, è infatti la possibile chiave di volta per rendere sostenibile il sistema agroalimentare mondiale.

Di questo e altri temi si sta discutendo al Campus nel congresso dell’Associazione europea degli economisti agrari.

«Le risorse che utilizziamo non sono infinite e molte vengono sprecate – ga sottolineato Giuseppe Mele della società di consulenza internazionale Ayming - Il loro riutilizzo, anche nell’agricoltura, sta diventando fondamentale.
Un ruolo di primo piano in que-
sto senso lo gioca l’attività di
trasformazione dei prodotti agricoli perché consente di sfruttare gli scarti della lavorazione. Ad esempio, tramite gli scarti, è
possibile progettare prodotti per l’industria farmaceutica, cosmetica, e biocarburanti. Per realizzare questi innovativi progetti servono collaborazioni tra aziende e Università».

Nel campo della sostenibilità giocano un ruolo fondamentale anche i Gal (Gruppi d’Azione Locale) e in particolare, nel nostro territorio, il «Gal del Ducato», ente per lo sviluppo dell’Appennino parmense e piacentino.

«L’agroalimentare – ha spiegato Marco Crotti, presidente del Gal del Ducato – è la spina dorsale delle aree collinari e montane del territorio. Per favorire questa filiera bisogna promuovere delle politiche territoriali di ampio respiro, basate sul concetto di area vasta. Il cosiddetto programma leader, ossia i fondi dell’Ue dedicati a progetti di sviluppo per le aree rurali, esiste ormai da 25 anni e deve essere rivisto».

«Il programma – aggiunge Giovanni Pattoneri, direttore del Gal del Ducato - presenta luci e ombre dal punto di vista attuativo. E’ quindi fondamentale fornire delle indicazioni chiare sulla programmazione che andrà dal 2021 al 2026».

Per Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura, i Gal «rappresentano un elemento fondamentale per lo sviluppo rurale, in quanto gestori del programma leader. Come Regione siamo in prima linea nel promuovere le filiere agroalimentari di montagna e nella valorizzazione della carne selvatica. Agricoltura e turismo sono un binomio ormai inscindibile».

Secondo Alessandra Pesce, referente della segreteria tecnica del vice ministro delle politiche a gricole, bisogna recuperare «l’anima innovatrice del programma leader e fornire nuovi strumenti operativi ai Gal».

Raffaella di Napoli, referente Leader di Crea – rete rurale nazionale, ha ribadito infine che il programma leader «rappresenta uno strumento con potenzialità enormi, ma che rischia di non portare i risultati attesi. Per cambiare rotta bisogna fare in modo che le strategie di sviluppo rispondano ai bisogni locali e che i Gal possano fare effettivamente il loro lavoro».