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CALESTANO

"Profughi? Alloggi non utilizzabili"

Il sindaco parla di "rischi strutturalie problemi agli impianti"

di Antonio Rinaldi -

07 settembre 2017, 01:05

Si aggiunge un capitolo alla storia dei richiedenti asilo che potrebbero arrivare a Calestano prossimamente, ospitati in un’abitazione privata che i proprietari hanno messo a disposizione di una società specializzata (come comunicato un mese e mezzo fa dalla Questura).

Il Comune di Calestano, ha compiuto nei giorni scorsi un sopralluogo al fine di verificare la conformità dei locali in questione: «Durante il sopralluogo sono emerse alcune criticità che, a nostro avviso, pregiudicano nell’immediato l’utilizzo degli appartamenti - dice il sindaco Francesco Peschiera - in particolare, diversamente da quanto dichiarato, sono emersi rischi strutturali e problematiche legate agli impianti. Per questo abbiamo inviato una nota alla Prefettura e alla società che sta portando avanti il progetto, nella quale sono elencate una serie di opere e manutenzioni indispensabili, in mancanza delle quali le unità abitative non si ritengono utilizzabili».

Ma i dubbi riguardano anche le possibilità di inclusione sociale in un piccolo paese come Calestano, e i progetti a riguardo. «L’auspicio è sempre quello che vi sia la dovuta e positiva collaborazione - scrive il Comune in una nota - lo Stato si deve porre il problema della sostenibilità dello sforzo richiesto alle comunità locali, in termini numerici, sociali ed economici; e che un tema così delicato deve essere frutto di dialogo e di concertazione tra le istituzioni e non di imposizioni. Ci ha contrariato non poco il riscontro di un progetto di ben 16 posti letto a fronte degli 8/9 previsti dalla convenzione Ministero/Anci, cosa che non è giustificabile stante anche il calo del fenomeno migratorio. Nutriamo inoltre timori riguardo la possibilità di inserimento di donne (dovrebbero esser accolte sole donne infatti, ndr) che appartengono ad etnie che sono spesso protagoniste di episodi di illegalità, come documentato dalla stampa locale; a tutto questo va aggiunto, ricordiamo, che l’organico delle nostre forze dell’ordine è cronicamente sottodimensionato».