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"Polvere e ombra" il ritorno di Schiavone

di Vanni Buttasi -

17 settembre 2017, 01:15

Ritorna Rocco Schiavone e balza subito in testa alla classifica di vendite. «Pulvis et umbra», il nuovo romanzo di Antonio Manzini (Sellerio - 416 pagine, 15 euro), non delude l'attesa degli appassionati lettori del vicequestore di Aosta e racconta una storia, ben congegnata, su due trame. Ad Aosta si trova il cadavere di una trans mentre a Roma, in un campo sulla Pontina, il corpo di un uomo, che porta in tasca un biglietto con il numero di cellulare del vicequestore. Ma non solo, stavolta, Schiavone si troverà tra i piedi anche un ragazzo, Gabriele, che abita nel suo stesso stabile, alla ricerca di una protezione paterna. E vivrà una storia, ricca di colpi di scena, nel rapporto con la collega Caterina Rispoli.

I collegamenti
«Pulvis et umbra» ricomincia dove avevamo lasciato Schiavone nel precedente romanzo, «7-7-2007», anche se il delitto di una trans, ritrovata nella Dora, fa pensare ad altri collegamenti. In parallelo, come detto, scorre un'altra vicenda, non meno complicata e affascinante, perché ci racconta il privato del vicequestore più famoso d'Italia. Una storia che si ricollega alla morte di Adele, ammazzata nell'appartamento di Schiavone, da quell'Enzo Baiocchi che ritorna ad agitare la sua vita. Se, da una parte, il vicequestore indaga sulla morte della trans, d'altra è costretto a “difendersi” da chi lo ha trascinato in una vicenda che, all'apparenza, sembrava finita nel dimenticatoio.

I personaggi
Antonio Manzini, anche in questo nuovo capitolo della saga di Schiavone, è bravo a dosare gli ingredienti del giallo, a giocare sull'aspetto psicologico dei personaggi, soprattutto quelli nuovi come, appunto, il giovane Gabriele, a ricordarci del valore dell'amicizia - fondamentale nella vita per Schiavone - e a sottolineare come, davanti a certe decisioni, ci si debba fermare. Magari a riflettere ma, in ogni caso, ad accettare anche se tutto questo può fare male. Polvere e ombre agitano il vicequestore che troverà comunque la forza di andare avanti, fino a quando potrà.

I tradimenti
Parlando al recente Festivaletteratura di Mantova, a proposito di «Pulvis et umbra», lo stesso Manzini, in un'intervista, ha dichiarato: «E' una storia di ombre, sia sul caso che Schiavone deve affrontare sia sulla sua vita, ed è una storia di tradimenti nella quale Rocco comincia a cambiare attitudine, provando anche un desiderio di paternità. Sì, mi piace che da burbero e volgare Rocco stia diventando più complesso».

Aosta, Roma, Italia
Una complessità che si traduce anche in forza: forse Schiavone diventa più riflessivo, lasciando da parte l'impulsività. Anche questa storia, comunque, regala al lettore innumerevoli sorprese: a cominciare proprio dal finale. E dimostra come lo stesso Manzini sia un attento osservatore di quanto accade in Italia. Certo Aosta e Roma sono legate a doppio filo a Schiavone ma, dal libro si intuisce, che in futuro ci potrebbero essere clamorose novità. Ma Rocco è così: stupisce anche quando lascia spazio alla nostra immaginazione. In attesa di vederlo, ancora, su Raidue interpretato da Marco Giallini nella nuova serie.