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AGROINDUSTRIA

Rainieri e Fabbri: “Il Ceta danneggia l'agricoltura dell'Emilia-Romagna”

21 settembre 2017, 22:25

Rainieri e Fabbri: “Il Ceta danneggia l'agricoltura dell'Emilia-Romagna”

Quasi azzeramento dei dazi doganali, riconoscimento per la prima volta di una quarantina di prodotti Made in Italy Igp e Dop, apertura alle importazioni di formaggi, semplificazione per l'esportazione di vini e liquori ma anche di pasta, biscotti, dolciumi, preparati come la salsa di pomodoro. E’ quanto prevede il Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada in vigore da oggi. Ma non mancano le critiche. Il vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, attacca: "Siamo perfettamente d’accordo con tutti coloro che protestano contro il CETA perché sarà un danno per la nostra agricoltura e per l’economia dell’Emilia-Romagna. Nella prossima seduta di Assemblea legislativa regionale, fissata per il 26 e il 27 settembre, è all’ordine del giorno la discussione della risoluzione che hanno sottoscritto tutti i consiglieri del Gruppo Lega Nord per impegnare la Giunta regionale ad intervenire perché siano assicurate maggiori tutele per le produzioni agroalimentari, soprattutto quelle di qualità contraddistinte dai marchi tipici, attribuendo inoltre migliori garanzie alle piccole e medie imprese oltre che ai lavoratori. È assolutamente necessario che questo argomento sia dibattuto perché la Regione Emilia-Romagna faccia valere le sue ragioni invitando il Parlamento a non dare l’approvazione definitiva".

"Come abbiamo scritto nel documento presentato in Regione, il CETA in Italia e in particolare in Emilia-Romagna indebolirà la tutela della filiera agroalimentare di qualità e darà enormi vantaggi per le multinazionali a danno dei piccoli e medi imprenditori – ha proseguito il capogruppo della Lega Nord in Regione Emilia-Romagna, Alan Fabbri – Non solo ci saranno problemi per le 44 IGP e DOP della nostra Regione che l’accordo non prevede di tutelare ma anche le sole 12 formalmente tutelate saranno penalizzate. Infatti, la protezione di queste nostre produzioni di eccellenza contro le falsificazioni sarà solo parziale perché continueranno a essere consentite le volgarizzazioni legate a prodotti tipici dell’italian sounding che dovranno coesistere con le denominazioni autentiche dei nostri prodotti (un esempio per tutti: si potrà continuare ad utilizzare il nome Parmesan per contraddistinguere il formaggio grattugiato indipendentemente da dove proviene e da come è prodotto)”.