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MOSTRE

Segni di un'arte dedicata alla vita

25 settembre 2017, 19:34

Segni di un'arte dedicata alla vita

Sono «Cenni di futuro» quelli che Giuliano Pescaroli presenta alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Viadana in una mostra antologica (fino al 1 ottobre) che ne ripercorre scelte tematiche, tempi e modi della pittura.

Di formazione classico-umanistica, profondo conoscitore della storia dell’arte, Pescaroli ha portato avanti la propria attività con coerenza ed intesa intellettuale tra forma e pensiero, offrendo soluzioni visive di forte impatto dove il segno compone la trama narrativa d’intesa col gesto pittorico.

Dopo gli studi classici e un avvio a quelli giuridici, decide di seguire la propria inclinazione diplomandosi all’Istituto «Paolo Toschi» di Parma. Inizialmente si avvicina al mondo della grafica, nello studio milanese di Carlo Dradi, poi si volge all’insegnamento ed alla pittura con una passione ed una capacità che lo hanno fatto amare dai suoi allievi ed apprezzare dalla critica e dal pubblico.

Suddivisa per titoli -Mito, Maternità, Visione panica, Aria, Stilemi, Conflittualità permanente, Natura-Ragione, Ineluttabilità, Controra, Frammenti quotidiani, Autunno: foglie- questa mostra offre scelte narrative che ben definiscono quella profondità culturale che gli è propria, tutta tesa nel comporsi di segno e forma, presenza forte e chiara che definisce la datazione delle opere e dà voce al racconto. Nel tempo il segno amplia i propri confini ed accanto a linearità necessarie si incontrano trame più complesse dove una linea concava serve a scavare nella vita o nell’indomita natura di un cavallo e l’immagine diviene custode di gioie e conflitti che l’animo umano porta con sè; testimoni ne sono il rosso di una «Natura ragione» o il verde lieve di una «Visione panica».

Le opere datate dagli anni settanta alla fine del Novecento mostrano rinnovamento e ritorni, capacità di costruzione e decostruzione dell’immagine.

Certezze formali che si infrangono in una certezza narrativa affidata al cogliere dalla vita e dall’uomo. Il futuro è lì, racchiuso nell’installazione «Autunno: foglie» ,semplice, potente e nel contempo lieve, dove le foglie sono figure, ed il racconto pare affidato non solo all’immagine ma anche all’aria che muove le carte, come idee in movimento.s.pr.