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Brescia

Il simpatizzante dell'Isis: "Ho messo una bomba". Ma non è vero

E' un 33enne italiano. Prima si proclamava integralista cattolico. E' stato arrestato

10 ottobre 2017, 00:27

Il simpatizzante dell'Isis:

«In un tombino di piazza Duomo a Brescia ho nascosto una bomba pronta ad esplodere». La minaccia l'ha mandata via mail alla vigilia dell’arrivo a Brescia del nuovo Vescovo, monsignor Pierantonio Tremolada, che si è insediato ieri. Un allarme, risultato poi falso, registrato in un momento di massima allerta per la città.

Gli uomini della Digos una volta accertato che nessun ordigno era stato realmente posizionato, hanno trovato il documento-minaccia salvato tra i file del tablet di un 33enne della provincia di Brescia, arrestato e ora in carcere. La notizia è stata diffusa solo oggi per non creare panico tra i fedeli nella giornata di ingresso nella diocesi bresciana del nuovo vescovo.

In manette è finito un giovane conosciuto alle forze dell’ordine perché mesi fa era stato coinvolto in un’inchiesta per terrorismo e quindi raggiunto dalla misura dell’obbligo di firma. In internet aveva fatto propaganda all’Isis, esaltando le tecniche di addestramento del Califfato.

Un tempo cattolico fervente, da tempo si sarebbe interessato al mondo islamico con riferimenti all’estremismo. «Ho scritto quella minaccia perché ero arrabbiato per il provvedimento dell’obbligo di firma» ha detto al momento dell’arresto, quando gli agenti della Digos di Brescia sono arrivati a casa sua risalendo all’indirizzo del mittente della mail. Un documento arrivato ad un’assistente sociale bresciana che segue la figlia del 33enne nell’ambito della separazione dei genitori.

La donna ha inoltrato la mail in questura facendo scattare prima i controlli e poi l’arresto del 33enne, come voluto dal sostituto procuratore di Brescia Erica Battaglia che, inasprendo la misura già comminata mesi prima, ha disposto l’arresto in carcere del giovane bresciano che non risulta essersi convertito all’Islam.