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TRADIZIONI

Tutti sul web a «parlär in djalètt»

La Consulta del dialetto parmigiano inaugura il sito internet: idee e contenuti per tenere vive le nostre radici

di Andrea Del Bue -

10 ottobre 2017, 00:50

Tutti sul web a «parlär in djalètt»

All’antica, si può definire così: un censimento generale della parmigianità. Declinata nella modernità, diventa un grande database della cultura parmigiana.
È la «Consulta per il dialetto parmigiano», un progetto nato poco più di due anni fa che oggi inaugura il sito internet (www.consultadialettoparmigiano.org) e ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento per chi ha a cuore la sopravvivenza del nostro vernacolo.
Per capirne spirito e obiettivi si può leggere lo statuto, oppure affidarsi a quelle poche righe messe in evidenza in homepage: «La Consulta l’é städa missa in pe du an fa da dil parsónni chi gh’àn a cór la nostra citè, il so tradisjón e la so parläda». Un gruppo di persone che si conoscono da sempre e che condividono una parlata, quel parmigiano motivo di orgoglio, simbolo di identità, legame con un territorio, la sua gente e i suoi sentimenti più profondi. Da anni, attraverso le associazioni e le compagnie dialettali, queste stesse persone portano avanti il nostro dialetto; ora hanno aggiunto la consapevolezza che, se non si fa qualcosa di concreto, il dialetto rischia di perdersi, diventare passato, ricordo, rimpianto. Quindi, capitanata da Giuseppe Mezzadri, coordinatore, cultore del dialetto e autore di vari libri di storie di Parma, e Giorgio Capelli, suo vice, già insegnante di italiano e storia, nasce la Consulta che adesso è online. Con un sito internet bello, aggiornato, pieno di contenuti e di documenti di valore, permetterà a tutti di consultare il materiale, ma anche di mettersi a disposizione, visto che l’attività è aperta a chiunque voglia contribuire affinché il dialetto venga conosciuto e parlato. «Una precisazione è d’obbligo – spiega Mezzadri -: il termine “consulta” può sembrare altisonante, ma non vogliamo certo diventare una piccola Accademia della Crusca. Siamo invece cultori appassionati del dialetto, che mettono a disposizione le proprie conoscenze ed esperienze e che, tramite il sito, invitano i parmigiani a fare altrettanto».

Stella polare, le parole del poeta Renzo Pezzani, che sul nostro dialetto diceva: «… è bello, armonioso e bastevole a tutte le necessità e contingenze della vita e dello spirito». Un richiamo a un’esistenza semplice, vera, fatta di rapporti forti e onesti, tipica del parmigiano del sasso. «In un periodo di forte stemperamento della nostra identità – osserva Capelli -, c’è bisogno di recuperare le radici, conoscerle e farle proprie per preparare al meglio il futuro. Chi fa parte della Consulta è consapevole del fatto che, se si perde il dialetto, si perderà anche tutta quella cultura popolare che attraverso la nostra parlata si esprime». Lo chiamano «allarme sociale per il dialetto», perché tutti riconoscono che il dialetto accorcia le distanze, smorza i toni, crea ponti emotivi. E la sua importanza salta fuori quando lo stai perdendo; un po’ come succede con la salute. È Mezzadri a fare un esempio: «Un signore, mentre accompagna il figlio a scuola, incontra un amico – racconta -; scambiano due parole in dialetto e si salutano con “tgnèmoss visst”. Alla scena è presente un anziano che, fattosi coraggio, chiede al papà del bimbo: “Ch’al scuza, posia fer un toch ‘d sträda con lu ch’a parlèmma un po’ in dialètt?”».
Nel sito, tantissime le sezioni: storie, aneddoti, poesie, racconti, cenni storici, proverbi, spazio delle compagnie e delle associazioni, cucina, tradizioni e una ricca sezione nella quale è possibile scaricare libri e lezioni sul dialetto. E, se è vero che da un quartiere all’altro il nostro vernacolo cambia, figuriamoci da un paese all’altro della provincia. Da qui, l’ambizioso progetto sui dialetti parmensi, che consiste nel registrare la pronuncia dei singoli vernacoli del territorio, con gli esperti del luogo che saranno registrati mentre leggono, col proprio dialetto, un testo in italiano.
Tra i soci fondatori della Consulta c’è anche Alberto Michelotti, ex grande arbitro internazionale; se fosse per lui, la partita non sarebbe nemmeno da giocare, vinta a tavolino da chi la Consulta l’ha voluta e sviluppata: «Mezzadri, Capelli e gli altri sono tutti eccezionali: stanno facendo un lavoro fantastico – sottolinea -. Tutti noi veri parmigiani dobbiamo fare qualcosa affinché il dialetto rimanga vivo». Fischio d’inizio: il sito www.consultadialettoparmigiano.org è online.