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Fornovo

L'appartamento "liberato" con uno sfratto trasformato in discarica

I proprietari, sconcertati, mettono un video sul web

02 novembre 2017, 17:10

L'appartamento

Poteva sembrare la scena di un film horror, trattandosi del giorno di halloween. Ma quello che si è trovato davanti Daniele Sani, un residente fornovese, quando martedì ha aperto la porta dell’appartamento dato in locazione e appena «liberato» con uno sfratto esecutivo dall’ufficiale giudiziario, è sicuramente un orrore: ma non è invenzione, è la pura realtà.

L’appartamento decoroso di via Nazionale, in una palazzina composta da 11 appartamenti, costruita dal nonno con fatica e sacrifici, tenuto con cura e dato in affitto negli anni scorsi, è stato ridotto a discarica. Senza offesa per le discariche.

L’incredibile quantità di rifiuti di tutti i tipi, i resti alimentari e organici, i cibi abbandonati ad ogni angolo, gli infissi e sanitari danneggiati, le feci accumulate, l’ammasso di stracci e carte che coprono gran parte del pavimento sono un quadro difficile da descrivere: il proprietario ha affidato ad un video la fedele descrizione delle condizioni della casa di famiglia e l’ha postato su Facebook.

In breve il filmato ha avuto migliaia e migliaia di visualizzazioni e numerosi commenti. Increduli, in gran parte.

Difficile pensare che due persone, due fratelli italiani, parmensi per l’esattezza, giovani, potessero vivere in queste condizioni, senza il minimo vitale dei requisiti igienici, ma è così.

I problemi si erano verificati da tempo, nella palazzina: dopo un inizio «normale», «i primi sentori di anomalia- racconta il proprietario si erano avuti con l’arrivo di due cani, seguiti da altri cuccioli, e la conseguente mancanza di pulizia e di igiene nell’accudirli: da qui le prime lamentele dei condomini per la sporcizia e la puzza insopportabile».

Una situazione peggiorata esponenzialmente nell’ultimo anno quando i proprietari hanno allertato le forze dell’ordine e l’Enpa i cui volontari hanno potuto finalmente varcare la soglia dell’appartamento dove è stata trovata e rimossa la carcassa di uno dei due cani, in avanzato stato di decomposizione, e requisito il secondo cane.

Solo un episodio che sintetizza mesi e mesi di difficile convivenza con gli altri abitanti dello stabile, soprattutto per motivi igienico-sanitari.

Il video di Sani è accompagnato da alcune righe dense di amarezza, nei confronti delle autorità e uffici competenti presso i quali, da tempo, la sua famiglia ha segnalato, denunciato, richiamato l’attenzione con lettere e protocolli, su quanto stava accadendo. La risposta - a suo dire - è stata in sostanza un rimpallo di responsabilità.

«Nonostante le nostre continue segnalazioni, non ci siamo sentiti tutelati, aiutati dalle autorità competenti - racconta -. Intendiamoci: se affittiamo una nostra proprietà ci assumiamo dei rischi e non pretendiamo nulla, sui danni economici e materiali. Vorremmo però l’attenzione delle istituzioni».

«Comprendo la rabbia del proprietario - afferma il sindaco Emanuela Grenti- e sono molto dispiaciuta per l’accaduto. Purtroppo, in casi come questi, mancano gli strumenti normativi affinché gli operatori possano intervenire a tutela dei cittadini: non è possibile entrare in una proprietà privata se non si ha titolo; anche per emettere un’ordinanza in materia sanitaria occorre una relazione da parte dell’Usl e se, nel caso venga effettuato un sopralluogo, i residenti non aprono, si hanno le mani legate».

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